Fondamenti di grafite

Nel libro di Caroline Weaver The Pencil Perfect – The Untold Story of a Cultural Icon, a pagina 106, si legge:

Secondly, even with a large amount of natural graphite, more times than not, the machines stili had trouble reading the marks. This was because the electrons in the graphite were not quite small enough for use with a test-scoring machine – something that couldn’t really be fixed with natural graphite. The solution here was obvious: to develop an artificial graphite that would behave like natural graphite but contain smaller electrons.

Sapete che gli statunitensi hanno inventato il telefono, per ben due volte; la seconda volta con Steve Jobs.
Poi hanno inventato l’automobile con Henry Ford; prima avevano inventato il cavallo, mentre l’asino ancora non era stato messo in commercio perché le mulattiere non esistevano, e nemmeno la ruota1.
Quello che non sapevamo è che gli statunitensi, dopo aver inventato la matita, hanno anche inventato gli elettroni di dimensioni variabili.
Superata la sorpresa, la vera rivelazione del libro è che quelli piccoli conducono meglio la corrente.
Si ipotizza quindi l’esistenza dei carichioni, particelle che portano la carica, che si attaccherebbero più volentieri sugli elettroni piccoli, perché fanno pippa; quelli più grandi magari menano.

Tutto questo senza nulla togliere alla meritoria iniziativa imprenditoriale dell’autrice2, che tuttavia, come la Ferreri nazionale, sarebbe bene restasse in cassa.

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  1. Cochi e Renato – Wikipedia
  2. eDue – A NY hanno legalizzato le droghe pesanti

Elements

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“Elements”
from Maxim Zhestkov

First things first: this epic eye candy by experimental artist Maxim Zhestkov is 100% animation.

Self Driving

Immagine da xkcd: Self Driving

The Shadow Peace, Part 1 – The Nuclear Threat

Neil HALLORAN colpisce ancora1.

Sequel to The Fallen of World War II, The Shadow Peace is a web series that combines data-visualization and cinematic storytelling to explore the driving factors of war and peace.
Please consider supporting this audience-funded series on Patreon: https://www.patreon.com/neilhalloran

The first episode looks at the numbers behind nuclear war and peacekeeping efforts.
Composed largely of data-driven animation, the 15-minute film allows the viewer to pause at certain moments to interact with the content.

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  1. eDue –The Fallen of World War II

Unable to innovate my ass (plus)

V’ho bruciato, eh?!
E almeno fino all’11 plus non ci rompete più i coglioni.

The 1977 US EPA Graphic Standards System

Before 1970, the United States was in a radically different place.

Our environment, our cities, our people: abused, dirty, and sick after years of neglect.

President Nixon decided to change that. In 1970, the United States Environmental Protection Agency was enacted to protect the environment and the American people.

One of the Environmental Protection Agency’s (EPA) top priorities was consolidating numerous state offices––research activities, monitoring, standard-setting, and enforcement activities––to more efficiently carry out its goal of “working for a cleaner, healthier environment for the American people.”

But there was one area in which the EPA—like many government agencies of the time—was terribly inefficient: their graphic design and communications department. Millions of dollars were being wasted annually due to non-standardized formats, inefficient processes, and almost everything being designed from scratch.

Enter design firm Chermayeff & Geismar.

Un lavoro di altissimo livello; il buon design non solo non invecchia, ma spesso ridicolizza i nuovisti che ignorano le basi.
In questi giorni in raccolta fondi su Kickstarter c’è la riedizione del manuale.

…My Ass (Part Two)

In an effort to repair its relationship with professional users, Apple took the unprecedented step of inviting a handful of prominent journalists for an on-the-record talk. In it, the company acknowledged design errors with the Mac Pro, promised a redesigned Mac Pro and accompanying pro display, and said it was trying to communicate better with pro users.

Non ho capito se Maca1 del titolo dell’articolo di TidBITS sia un calembour o crassa ignoranza, ma comunque il punto è il seguente: Schiller disse, presentando il Mac Pro che non solo Apple era capace di innovare (“Unable to innovate my ass”), ma era anche capace di stupire.

La realtà, come avevo preconizzato (eh, roba forte…) è che Apple puntava a stupire ma non innovava più da anni2.
Schiller ha detto che la forma del Pro è stata un limite al suo sviluppo, e qui un bel graziearcazzo ci sta tutto.

Non solo ha ammesso di aver detto cazzate, non solo ha confermato che l’utenza pro per quanto ridotta a percentuali omeopatiche porta soldi, ma ha anche implicitamente detto che il Post PC, ovvero iPad, non è post un cazzo, ma al massimo un PC companion.

Il perché è evidente a tutti eccetto che alle truppe magliettate californiane: perché sull’iPad non si programma, ovvero non si creano applicazioni da usare sugli iPad, sugli iPhone e sui Mac stessi. E poi su tante altre cose.
Qualcuno avrà forse detto che gli iMac stanno lì per quello, ma sbaglia.
Sbaglia perché in un ambito produttivo, avere una macchina che se si rompe un pezzetto si ferma tutto non è accettabile.
E sbaglia perché ormai nessuno è disposto a spendere 4000 USD per 256 GB di SDD, per quanto bello sia l’oggetto che lo contiene.
E sbaglia perché nessuno vuole mettersi sulla scrivania un monitor da 2000 USD fatto di plasticaccia che scricchiola quando digiti, fosse pure 5K, accanto ad un oggetto di design.
E sbaglia perché il Pro attualmente monta Thunderbolt 2 che non lo pilota.
E sbaglia a pensare che un’utenza pro non voglia aggiornare una macchina per tenersi al passo col mondo che intanto gira.

Insomma Apple ha ammesso che ha fatto cazzate negli ultimi 4 anni, ed ha detto che il prossimo anno si ravvederà.

Segnalo che alla press call in argomento non c’era né Ive, né alcun altro del design, il che forse non significa nulla o forse sì.

Alla fine, comunque “In an unprecedented move” Apple ha chiamato la stampa per parlare di nulla.
Il che non solo mi pare precedented eccome, ma mostra che in realtà è in affanno.

Lo dico da anni, lo dicono in molti da anni.
Adesso non solo lo pensiamo, lo sappiamo.

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  1. Maca Culpa: Apple Admits Mac Pro Missteps and Promises More Transparency – TidBITS
  2. eDue – Sublimare
  3. eDue – iNfatti