Creating the STRAW

Jeffrey Roy
Person with British Accent.

6 sempre magico?

You know, it’s true: when something exceeds your ability to understand how it works it becomes magical.

L’intento era quello di promuovere la tecnologia che c’è dietro, ma letteralmente molti l’hanno inteso come “è magico perché è oltre le vostra capacità di capire come funziona”.
Curioso, Apple si è sempre vantata di essere imbattibile quanto a comunicazione, eppure ha dato dei coglioni ai suoi clienti.
Poi se guardate il resto del video, noterete intanto che vengono fatte molte affermazioni controfattuali (“abbiamo imparato dall’iPhone”, quando in realtà iPad è nato prima ed è stato all’origine dell’iPhone), e poi che l’iPad negli ultimi sei anni non è praticamente cambiato.
Sì, certo, più fino, più fino, 2x, 4x, 8x, 16x, ma davanti ci siete sempre voi e lui fa sempre le stesse cose.

E così come non ci si produceva contenuto allora, non ci si produce contenuto adesso.
E non ci si programma.

Oggi l’iPad compie più di 11 anni, di cui esattamente 6 vissuti come prodotto.
Jobs lo presentò sul divano, e da lì alla fine non s’è mosso più di tanto.

Curiosamente l’unica vera novità che avrebbe potuto cambiarne il destino, Apple Pencil, e renderlo davvero uno strumento produttivo e rivoluzionario rispetto ai PC è arrivata per un solo modello ed ad un costo folle. E, sopratutto, contraddice l’assunto che per usarlo non servisse altro che le dita.

Non hanno imparato nemmeno quello dall’iPhone.

Costi occulti

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Tutti i prodotti ricondizionati certificati Apple:

  • sono sottoposti a una serie completa di test per verificarne il funzionamento, e gli eventuali componenti difettosi vengono sostituiti;
  • gli Apple Watch con parti da sostituire sono esclusi dai prodotti ricondizionati certificati Apple;
  • sono sottoposti a un accurato processo di pulizia e ispezione;
  • sono riconfezionati (con i manuali del caso, cavi, nuova scatola ecc.);
  • includono il sistema operativo fornito inizialmente con l’unità oppure, in alcuni casi, una versione più recente;
  • devono superare un ultimo controllo qualità prima di essere aggiunti alle scorte di prodotti ricondizionati rivendibili.
  • sono riconfezionati in un imballo speciale (con i manuali del caso, i cavi e gli altri accessori forniti inizialmente con l’unità).

Quindi, a un certo punto li riconfezionano, si ricordano sempre dopo che devono superare un ultimo controllo qualità prima di essere aggiunti alle scorte di prodotti ricondizionati rivendibili, e poi li riconfezionano di nuovo; ma a questo giro in un imballo speciale, così se si dovessero ricordare ancora qualcos’altro…

E li chiamano esperti di comunicazione.

Da iPad Pro 9,7″ Wi-Fi + Cellular 256GB ricondizionato – Grigio siderale – Apple (IT)

Sublimare

Ho la netta impressione che Apple sia completamente allo sbando.

Fanno cazzate su tutti i prodotti, e mandano Schiller in TV a spiegare che è bene così.
Meno RAM della concorrenza? Per la batteria.
Cazzo per la BATTERIA?! Ma dì una cazzata qualunque, (D’Alema, dì qualcosa! Dì qualcosa di sinistra!©), ma la batteria?!
E poi comunque la batteria dura meno di quella delle vecchia macchine corrispondenti (sarà colpa della RAM? GOTO 10).

Vendono a prezzo d’oro (rosa) prodotti fatti male, e poi dopo due anni cominciano a sostituirli, dopo aver parlato di pochi casi isolati (iPhone 6s, per dire, sono TUTTI saldati male, sono milioni – nemmeno gli Exogini erano tanti).

Spostano gente tra i progetti: e questa è la cosa peggiore; significa che non riesci più a stare dietro alle cose, se devi spostare persone, quando ne hai decine di migliaia, intendo.
Però hanno un Campus 2 di cui stigrancazzi, come se mi fregasse qualcosa della sede centrale della fabbrica di elettrodomestici che ho in casa.

Troppa roba, un casino ovunque, lineup chilometrici, a partire da iPhone di cui ci sono in giro 5 modelli (SE, 6s, 6s Plus, 7, 7 Plus), MacBook senza senso (Celeron a 1500 euro, per dire), iMac di anni fa, Mac mini che furono regrediti (ovvero aggiornati con specifiche peggiorate), linea Pro meglio tacere.

Apple Watch Edition da 10.000 USD che non ha comprato davvero nessuno, cinturini Hermès mai visti in giro che costano più dell’orologio; adesso fanno pure la versione Apple Watch Cesso in ceramica, con bracciale one shot: se ti si rovina non lo vendono separatamente.
E poi, comunque, due Serie.

Apple TV che continua ad essere la cosa più inutile della storia recente a parte qualche ciaffo di Google e Amazon.
Hanno annunciato anche lì la rivoluzione con l’app TV da mettere nell’Apple TV, per fare la TV, perché con le app di terze parti non capisce più un cazzo.
Senza tradire il minimo cenno di vergogna, senza rendersi conto che una cosa che si chiama TV, l’UQM la approccia come una TV. Maddài?!

Chiudono la divisione wireless e fanno causa ad un sito che riporta migliaia di Time (Super)Capsule morte Prematura(ta)mente.

Tastiere di merda con feedback da Sinclair QL, mouse del cazzo con bordi taglienti che si ricaricano cappottandoli, trackpad che loro stessi, durante gli annunci ed i keynote, usano come un anziano che cerca di programmare lo ShowView sul televisore, per quanto sono comode e intuitive; e NON ci fanno mai nulla di più che punta e clic, visto che sono multitouch, prima che magiche.

E taccio degli iPad, degli aloni gialli tutt’attorno allo schermo, che sembrano roba del secolo scorso, con processori a 64 bit, che perdono segnale che è una bellezza, e disconoscono accessori originali Apple (con i relativi prezzi di listino) come fossero robaccia cinese.
Ah, ehm…. già.

Lasciamo poi perdere le innumerevoli cacate come iCloud, AppleMusic e le cuffie da rapper coi denti d’oro (© Massimo MANTELLINI), come modello dell’azienda sobria dal design Bauhaus.
Lasciamo anche perdere il fatto che le poche cose buone e realmente virali, come iMessage, sono state confinate agli utenti Apple.
Facebook ringrazia.

Porte e connettori che cambiano ad ogni pie’ sospinto tanto per rompere il coglioni a chi le usa, a partire dal MagSafe.
Cambiano tutto solo per far vedere che innovano, ma non innovano più da anni.
Cambiano solo, e cambiano le cose fatte bene con cose fatte male.
Unable to innovate my ass™, disse quello delle batterie tre anni e mezzo fa…

Software ridotto a merda che nessuno usa più (FinalCut, Logic) e la concorrenza ringrazia incredula, o che nessuno ha mai usato (Foto anyone?!), o che nessuno è mai riuscito ad usare come iTunes e risorse sprecate nel vano tentativo di costruire automobili; salvo richiamare dalla pensione il peluche (Bob Mansfield) per farsi dire che non ce la faranno mai, e che pensassero a fare quel poco che forse sanno ancora fare.
Hanno dovuto richiamare un pensionato (che voleva andarsene, ma hanno tentato in tutti i modi di tenere, ed adesso sappiamo anche perché), con le decine di migliaia di ingegneri in servizio, Senior Vice President ad ogni angolo e su tutte le discipline che si trovano all’incrocio tra tecnologia ed arti umanistiche.

Cuffie che per cambiare il volume devi usare il telefono, che si ricaricano mettendole nella trousse, che va ricaricata e che ha una custodia in pelle con le borchie di pitone, che puoi mettere nella borsa Prada, che metti nel cofano del SUV, ma senza fili, che quelli impicciano. A parte quello per caricarle, che devi portare comunque appresso, assieme alla custodia.
come i primi cellulari, grandi come un citofono e con batteria automobilistica al traino.

Negozi in cui c’è gente che si caca sotto a farti vedere i prodotti, che non ti sta a sentire e se ti sente non ti capisce (“cinturino Sport Nero 42 mm”, “OK, di che colore?!”).
“Posso aiutarla?”
“Sì, mi servirebbe…”
“Scusi un attimo”.
Ma se c’hai da fa’, ma nun me rompe’r cazzo no?!

E ‘sti cazzo de cassetti ad apertura comandata da sandwich con in mezzo una fetta di iPhone che non si aprono mai?

E trimestrali in discesa, sempre miracolosamente poco rispetto alle minchiate che fanno.

In pratica è come se dopo Jobs (che forse è morto al momento giusto, da bravo visionario) si fossero finalmente scrollati di dosso la pressione per l’eccellenza ripiegando su una comoda mediocrità gassosa, in modo da riempire tutto il volume.

Aggiornamento

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Dicevamo?

* * *

Immagine da Tops of 2016: Digital.

Sono arrivati

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Il nostro idraulico preferito è finalmente pronto a correre sui dispositivi iOS. Aiutalo in punta di dito ad affrontare gli ostacoli per arrivare al traguardo, facendogli compiere balzi strepitosi che varieranno di intensità in base al tuo tocco. Supera i vari livelli facendo incetta di monete, cimentati in fantastiche acrobazie, sfida gli altri giocatori, costruisci il tuo personalissimo Regno dei Funghi e vivi incredibili avventure in compagnia del formidabile beniamino baffuto.

Tu pensa.
Apple, sotto feste, ti riempie lo schermo con una mail così.
Caffè i signori ne prendono?

Saldamente in mani altrui

Pare che sul MacBook Pro ci sia un connettore saldato sulla MoBo che consente il recupero dei dati in caso di rottura della scheda logica.
Non è importante se c’è, se davvero serve a quello oppure chissà.

Certo è che ormai i prodotti Apple sono tutti a componenti saldate e quello che una volta era un problema di ore e di un centinaio d’euro, oggi è un troiaio totale.

Adesso con le unità di massa a stato solido saldate (l’unico pezzo che era rimasto rimovibile fino a ottobre scorso), non solo è impossibile sostituirle (per tutti, eh, anche per Apple stessa), ma è appunto persino impossibile cancellarle prima di mandarle in assistenza.

E non c’è motivo, se non pippe mentali.
E sempre in tema di pippe mentali, IO non posso accedere più ai miei dati, ma loro stanno lì belli integri e Apple può accederci.

E non è importante se lo faccia gratis o facendomi pure pagare le loro pippe, quanto il fatto che dopo il cloud anche le macchine da scrivania ci hanno fatto perdere il possesso (la proprietà dei dati non serve se non in tribunale) delle nostre cose.

E dobbiamo pure chiedere per piacere per riaverle, e dobbiamo pure credere che le cancellino.
E non solo come policy, ma anche fidarci che la policy venga rispettata da qualche saldatore annoiato in cerca di svago tra scaffali pieni di macchine da riparare.

A Magnifier for the rest of Us

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Make sure you’re using the correct USB-C charge cable

You can verify that you’re using the correct version of the Apple USB-C Charge Cable with your Mac notebook and its USB-C AC Adapter.

The cable’s serial number is printed on its external housing, next to the words “Designed by Apple in California. Assembled in China.”

If the first three characters of the serial number are C4M or FL4, the cable is for use with the Apple 29W USB-C Power Adapter.
If the first three characters of the serial number are DLC or CTC, the cable is for use with the Apple 61W or 87W USB-C Power Adapter.
If the cable says “Designed by Apple in California. Assembled in China” but has no serial number, you might be eligible for a replacement USB-C charge cable.

Non è uno scherzo, eh, per sapere che cazzo di cavo state usando per caricare i nuovi MacBook Boh, dovete leggere le prime lettere del numero di serie del cavo.
Perché il Mac è facile da usare e adesso Apple fa il Campus 2, fa i telefoni oro rosa, i computer dorati, e tutto a prezzi abbordabili.
Per far sì che i prezzi siano abbordabili bisogna risparmiare su tutto; così il cavo USB-C che vi danno sul MacBook Pro 13″ senza TouchBar è diverso da quello che vi danno col MacBook Pro 13″ con TouchBar e naturalmente diverso da quello che vi danno col MacBook Pro 15″ con TouchBar.

Ecco il segreto della profittabilità di AAPL spiegato: risparmiare 10–3 centesimi di dollaro sul cavo di alimentazione dei modelli da soli 1.749,00 € e ricaricarli a quelli che partono da 3.299,00 €, perché con 1.749,00 € un cazzo di cavo da 87 W proprio non ci sta.

A breve ci sarà un app per iOS che in realtà aumentata vi consentirà di inquadrare il numero seriale di un cavo, e geolocalizzare il buco del culo più vicino cui si adatta per capacità e verso.
Ma intanto stampatevi questa nota tecnica Find the right power adapter and cord for your Mac notebook e tenetela nel portafoglio, assieme al santino di Leonardo di Noblac con dietro le devozioni che vi proteggano la fedina penale.

Lente d’ingrandimento non fornita.