…My Ass (Part Two)

In an effort to repair its relationship with professional users, Apple took the unprecedented step of inviting a handful of prominent journalists for an on-the-record talk. In it, the company acknowledged design errors with the Mac Pro, promised a redesigned Mac Pro and accompanying pro display, and said it was trying to communicate better with pro users.

Non ho capito se Maca1 del titolo dell’articolo di TidBITS sia un calembour o crassa ignoranza, ma comunque il punto è il seguente: Schiller disse, presentando il Mac Pro che non solo Apple era capace di innovare (“Unable to innovate my ass”), ma era anche capace di stupire.

La realtà, come avevo preconizzato (eh, roba forte…) è che Apple puntava a stupire ma non innovava più da anni2.
Schiller ha detto che la forma del Pro è stata un limite al suo sviluppo, e qui un bel graziearcazzo ci sta tutto.

Non solo ha ammesso di aver detto cazzate, non solo ha confermato che l’utenza pro per quanto ridotta a percentuali omeopatiche porta soldi, ma ha anche implicitamente detto che il Post PC, ovvero iPad, non è post un cazzo, ma al massimo un PC companion.

Il perché è evidente a tutti eccetto che alle truppe magliettate californiane: perché sull’iPad non si programma, ovvero non si creano applicazioni da usare sugli iPad, sugli iPhone e sui Mac stessi. E poi su tante altre cose.
Qualcuno avrà forse detto che gli iMac stanno lì per quello, ma sbaglia.
Sbaglia perché in un ambito produttivo, avere una macchina che se si rompe un pezzetto si ferma tutto non è accettabile.
E sbaglia perché ormai nessuno è disposto a spendere 4000 USD per 256 GB di SDD, per quanto bello sia l’oggetto che lo contiene.
E sbaglia perché nessuno vuole mettersi sulla scrivania un monitor da 2000 USD fatto di plasticaccia che scricchiola quando digiti, fosse pure 5K, accanto ad un oggetto di design.
E sbaglia perché il Pro attualmente monta Thunderbolt 2 che non lo pilota.
E sbaglia a pensare che un’utenza pro non voglia aggiornare una macchina per tenersi al passo col mondo che intanto gira.

Insomma Apple ha ammesso che ha fatto cazzate negli ultimi 4 anni, ed ha detto che il prossimo anno si ravvederà.

Segnalo che alla press call in argomento non c’era né Ive, né alcun altro del design, il che forse non significa nulla o forse sì.

Alla fine, comunque “In an unprecedented move” Apple ha chiamato la stampa per parlare di nulla.
Il che non solo mi pare precedented eccome, ma mostra che in realtà è in affanno.

Lo dico da anni, lo dicono in molti da anni.
Adesso non solo lo pensiamo, lo sappiamo.

* * *

  1. Maca Culpa: Apple Admits Mac Pro Missteps and Promises More Transparency – TidBITS
  2. eDue – Sublimare
  3. eDue – iNfatti

Constant Negativity

Apparently, the negative response to the MacBook Pro with Touch Bar, which many complained was not oriented towards pro users, was a major factor. Apple saw a surge of orders for older MacBook Pros instead of the new model, and that, combined with the reaction to the LG 5K display and the “constant negativity” from professional users, led Apple to “double down on professional users.”

Maddai…

Da ‘Constant Negativity’ From Pro Users Led Apple to Develop Modular Mac Pro, Which May Not Ship Until 2019 – Mac Rumors.

Parco di commenti

Si stanno già litigando le chiacchiere su iPhone 8 che sarà il telefono del decennale.

Però la notizia per cui Apple avrebbe deciso di non chiamare la nuova sede Campus 2 o Spaceship, o cerchio, Odigiotto, Stevelandia è passata tutto sommato sotto traccia.
Strano, no?

E poi perché Parc?
Beh, un’idea m’è venuta ripensando alla biografia di Jobs, in particolare alla parte relativa alla scoperta dell’usabilità da parte del nostro.
Gli agiografi riportano che la folgorazione avvenne quando vide l’Alto.
Non così in alto, l’Alto proprio, ovvero un prototipo di computer dotato di interfaccia grafica e del mouse per utilizzarla nel centro di ricerca della Xerox di Palo Alto.

Dicunt, tradunt, rerum malorum scriptores narrant, che il Mac nacque lì, quel giorno al PARC – Palo Alto Research Center, appunto.
Ecco, la nuova sede di Apple si chiamerà Parc.

Monday Mood

Apple ha presentato un nuovo fuso orario.
Poi ha presentato i vecchi iPad col nome breve (non c’è l’oro rosa), dei cinturini racchi e l’iPhone Special Edition che non è l’SE.
Ha pure annunciato Clips, che sarebbe Periscope.
E, no, niente.

Black Holes

Black Holes is a 3D animated short film selected at Sundance 2017 that we’re developing into an adult animated sitcom.
We just launched a Kickstarter campaign to fund Season 1: bit.do/blackholeskick
Available w/ French, Spanish subtitles.

This first season chronicles the journey of Dave The Astronaut and his partner, an intelligent melon, as they embark on the first ever human mission to Mars.

Vorrei che notaste DUE citazioni notevolissime.

Creating the STRAW

Jeffrey Roy
Person with British Accent.

6 sempre magico?

You know, it’s true: when something exceeds your ability to understand how it works it becomes magical.

L’intento era quello di promuovere la tecnologia che c’è dietro, ma letteralmente molti l’hanno inteso come “è magico perché è oltre le vostra capacità di capire come funziona”.
Curioso, Apple si è sempre vantata di essere imbattibile quanto a comunicazione, eppure ha dato dei coglioni ai suoi clienti.
Poi se guardate il resto del video, noterete intanto che vengono fatte molte affermazioni controfattuali (“abbiamo imparato dall’iPhone”, quando in realtà iPad è nato prima ed è stato all’origine dell’iPhone), e poi che l’iPad negli ultimi sei anni non è praticamente cambiato.
Sì, certo, più fino, più fino, 2x, 4x, 8x, 16x, ma davanti ci siete sempre voi e lui fa sempre le stesse cose.

E così come non ci si produceva contenuto allora, non ci si produce contenuto adesso.
E non ci si programma.

Oggi l’iPad compie più di 11 anni, di cui esattamente 6 vissuti come prodotto.
Jobs lo presentò sul divano, e da lì alla fine non s’è mosso più di tanto.

Curiosamente l’unica vera novità che avrebbe potuto cambiarne il destino, Apple Pencil, e renderlo davvero uno strumento produttivo e rivoluzionario rispetto ai PC è arrivata per un solo modello ed ad un costo folle. E, sopratutto, contraddice l’assunto che per usarlo non servisse altro che le dita.

Non hanno imparato nemmeno quello dall’iPhone.