Clopen Source

Google has closed availability of the source code to Android 3.0 Honeycomb, explaining that the tablet-oriented software was not ready for use on smartphones and that the company didn’t want outside developers or enthusiasts experimenting with it in unauthorized ways.1

“Unauthorized ways”?!

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  1. AppleInsider – http://www.appleinsider.com/articles/11/03/24/google_closes_android_3_0_honeycomb_source_to_prevent_use_on_smartphones.html

Viir, Pritrii e Tucc’Ped

HP lo ha già fatto con Compaq, e prima ancora con DEC, ovvero li ha comprati, e poi li ha cancellati.
Anzi, con DEC lo ha fatto, con Compaq purtroppo no, relegandolo al ruolo di adesivo su macchine marchiate già HP, con una logica incomprensibile per decidere quale pecetta su quale macchina.

Ieri lo ha fatto con Palm, che ora sparisce come marchio e probabilmente anche come linea di prodotti.
Non si capisce perché questa bulimia del logo HP dappertutto se quel logo ha lo stesso fascino della marca di gomma antigraffio per gli apparecchi ortodontici.

Sarò io, che pure ne ho uno da anni, ma a me il marchio HP non suscita nessuna emozione, nessuna voglia, non evoca nulla.
Il marchio Palm, invece ha una storia molto simile a quella dell’Alfa Romeo, ovvero ha una forza che sopravvive ai suoi prodotti1, malgrado tutto.

Beh, da ieri Palm non esiste più come marchio; i suoi prodotti saranno marchiati HP; probabilmente in un prossimo futuro avranno nomi come Hl74G91SKL5N con i quali si masturbano i magazzinieri. Un po’ quello che accadde con Handspring dopo essere stata comprata da Palm stessa.

Al momento i suoi prodotti, basati su web OS (un ottimo ambiente) non vengono venduti al difuori degli USA, e tutti gli analisti a chiedersi coma mai Palm sia tecnicamente fallita. Visto che pare che questo porti svantaggi competitivi reali, la politica non cambia ad anche la nuova serie di prodotti al momento non si sa se sarà riesportata o meno.

Sul fatto che venga ri-esportata, vorrei sottolineare che l’intera gamma dei prodotti HP come quelli Apple, viene interamente costruita in Cina e quindi importata negli USA.

Comunque, la Home di HP/Palm italiana la potete vedere qui, non è cambiata.

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Veniamo ai prodotti, la cui pronuncia potete leggere nel titolo di questo post:

Il Veer, è una saponetta da albergo con il multitouch per puffi. Senza tastiera fisica (che essendo un segno distintivo di Palm, vabbeh…).

Il secondo è l’ennesima versione del Pre, che per l’occasione guadagna un esponente, e quindi crea anche problemi di pronuncia: PreThree o PreCubed? PreToThePowerOfThree?!

L’ultimo è il Touch Pad, che io avrei chiamato Fingeer, che parrebbe avere tutti i numeri (a partire dal sistema che ripeto è il migliore competitore di iOS, che ha pure un nome merdoso) per fare bene.

Ma.
Che dicevo qualche giorno fa? In USA non vendono mai un cazzo, annunciano.

Ecco le disponibilità (in USA):

Veer – Planned availability this spring.
Pre3 – Planned availability this summer.
Touch Pad – Planned availability this summer.

Ovvero tutto, rigorosamente, dopo iPhone 5 o iPhone 4S, e iPad 2 e su un centesimo del di loro mercato.
E poi non Available, no, “Planned”.

E intanto quei toast con Android si prendono il loro mercato…

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  1. VITALE, Marco; CORBETTA, Guido; MAZZUCA, Alberto – Mito alfa (Il – )

HTC Wildfire A3333 e Mac – Sincronizzazione

Segnalo che in alternativa a Missing Sync che è brutto, lento e costoso ma funziona, esiste anche SyncMate 3.0 che è gratuito almeno per le sue caratteristiche base (contatti e calendari) e comunque sincronizza tutto con tutto (e attraverso tutto) e se preso nella versione a pagamento (detta Expert) costa comunque meno e fa più cose dei Missing Sync, che vende i singoli pezzi (Windows, iPhone – a che servirà – Android, Mac2Mac) a 30,00 € cadauno.

Da Mac ad Android si può passare per bluetooth, USB e Wi-Fi.
Il Wildfire è supportato.

Lo trovate qui.

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Segue da:

  1. HTC Wildfire A3333 e Mac (#8233262856* Vol. 2)
  2. HTC Wildfire A3333 e Mac – Android 2.2 Froyo
  3. HTC Wildfire A3333 e Mac – (Non molto) ActiveSync
  4. HTC Wildfire A3333 e Mac – Orientamento

HTC Wildfire A3333 e Mac – Orientamento

Ho trovato finalmente e casualmente una differenza tra l’Android 2.1 e il 2.2 su questo terminale.

Adesso, udite udite, è possibile girare il terminale in qualunque direzione e vedere lo schermo (laddove previsto) adattarsi di conseguenza.

Voi direte: embè?!

Embè, prima lo si poteva girare solo in senso antiorario.
Anche se girandolo ad esempio quando si scrive in messaggio, il sistema che permette il posizionamento del cursore all’interno del testo o il doppio tap per selezionare parole intere pare vada completamente in palla, per tornare normale (ovvero impreciso ma non folle) in posizione verticale.

Comunque più che Wildfire io l’avrei chiamato Flinstones.

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Segue da:

  1. HTC Wildfire A3333 e Mac (#8233262856* Vol. 2)
  2. HTC Wildfire A3333 e Mac – Android 2.2 Froyo
  3. HTC Wildfire A3333 e Mac – (Non molto) ActiveSync

R 20110110 1453

HTC Wildfire A3333 e Mac – (Non molto) ActiveSync

Continuo a cercare le piccole differenze tra 2.1 e 2.2 sul terminale Android in argomento e purtroppo, come chi non le trovasse, non posso nemmeno vedere a pagina 46.

Ma c’è una cosa che proprio non è cambiata affatto: se uno configura un account Exchange ActiveSync, una cosa che fa ben sperare visto che tra gli account possibili ha una voce specifica e non una generica come ad esempio LDAP, si ritrova con la sola casella Inbox.

Le eventuali altre cartelle lato server (ovvero l’unico motivo per cui uno dovrebbe configurare un account non POP3) lui le ignora bellamente.

Il che conferma che Android, almeno quello custom HTC, è un prodotto fatto per l’utenza consumer con una scarsa propensione a lasciarti uscire dal walled garden di Google.

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Segue da:

  1. HTC Wildfire A3333 e Mac (#8233262856* Vol. 2)
  2. HTC Wildfire A3333 e Mac – Android 2.2 Froyo

HTC Wildfire A3333 e Mac – Android 2.2 Froyo

Android 2.2 Froyo per HTC A3333 Wildfire

È uscito l’aggiornamento ad Android 2.2 Froyo per l’HTC A3333 Wildfire.
L’aggiornamento è OTA – Over The Air e pesa circa 60 MBytes, quindi vi consiglio di farlo via Wi-Fi, imponendolo da un’apposita preferenza.

Come aggiornare

In questa galleria su Roam trovate l’aggiornamento passo passo.

Se mi chiedete cosa cambia, francamente non saprei; avranno migliorato l’accesso alla memoria del telefono.
Da parte di Google™.

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Ora, come tutti quelli che mi conoscono sanno, io ho una considerazione che diverge negativamente per coloro che hanno un account Facebook. Tra le cose divertenti dell’aggiornamento in argomento c’è che nessuno sa cosa cambi rispetto al 2.1. Sulla pagina del supporto HTC non ce n’è parola, se non per raccomandare un backup prima di effettuarlo. Chissà come.
Io lo so come, ma nella pagina del supporto, supporto, non c’è scritto.
Un link ad una paginetta no, eh?!

Sulla pagina Facebook di HTC Italia, invece, c’è questo:

HTC Italia L’attesa è quasi finita! Ora potete trovare tutte le risposte alle vostre domande sull’aggiornamento Froyo su HTC Wildfire al link http://ht.ly/3rMpQ (discussione in lingua inglese). Grazie!

Intanto per qualche motivo la (discussione in lingua inglese) è in italiano; forse perché quello che ha scritto il lancio su Facebook non lo sa.
Poi andateci.
Stanno quasi tutti lì a chiedersi cosa cambia, ed ovviamente quasi tutti lo hanno già fatto.

Poi se avete ancora dubbi, fare un giro sull’account Twitter di HTC.

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Sapete quelli che stanno visualizzando questa pagina come ci sono arrivati?!

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Segue da:

  1. HTC Wildfire A3333 e Mac (#8233262856* Vol. 2)

R 20110101 2101

HTC Wildfire A3333 e Mac (#8233262856* Vol. 2)

Vi racconto un po’ di cose su questo oggetto e del suo rapporto col Mac.
Non lo faccio tutto insieme, ma un po’ per volta. Se siete interessati mettete questo post tra i preferiti e tornate spesso, o create un’alert sullo stesso.
L’oggetto sostituisce un Nokia 6600.

Specifiche

http://www.htc.com/it/product/wildfire/overview.html

L’ho preso ad un centro commerciale; bianco e non bronzo (le uniche due colorazioni attualmente disponibili “ufficialmente” in Italia). Online si trova a meno, ma con le spese di spedizione non vale la pena.

Dove l’ho preso c’è un’offerta sulle schede USIM di 3 che si chiama “Scànsate” ovvero te ne danno gratis due con tutte le opzioni attive (compresa Super Internet) gratis per 30gg (poi 5 euro/3 GB/mese) ed un profilo tariffario a scelta. Ne ho presa una.
Non l’ho caricata. Non ho un soldo di traffico voce, ma il traffico dati è attivo e funziona. A me quello serve, al momento…

Sincronizzazione

Per poterlo usare con il Mac è ovviamente (ed ahimé) necessario The Missing Sync for Android

Per i vecchi clienti (io avevo quello per Palm – 8233262856 anche a loro) c’è un crossgrade a 29,95 USD, circa 20 euro chiavi in mano e IVA inclusa.

Il primo problema è che è necessario un client sul telefono, che dovrebbe essere scaricato dall’AM – Android Market – dal telefono stesso.

Peccato che sull’AM non ve ne sia traccia. Forse in solo in Italia, fose fuori dagli USA.
Comunque, visto che Apple è molto invasiva nelle sue cose, per entrare nell’AM bisogna avere un account Google.
Se si vogliono le previsioni del tempo sotto l’orologione Solari di Udine in Home, bisogna attivare la localizzazione (e no, impostare una città a mano non vale, eh…), attivando la quale, si viene avvertiti, Google registrerà i dati relativi indipendentemente dal fatto che servano o meno alle applicazioni o che queste siano in esecuzione.
In pratica è l’opzione “seguimi e fatti i cazzi miei” di Google.

Apple è cattiva con il suo AppStore. Poi magari scopriremo che Google… ma no, quelli Son Mica Evil™.
Comunque disattivarla non sembra abbia effetto; anzi sembra, ma le previsioni meteo continuano a riportare il posto dove si è correntemente in aggiunta a quelle impostate a mano.

Procedo all’installazione manuale dal sito di Mark/Space sempre col telefono, ma stavolta dal browser.

Per ora l’impressione è di un oggetto un po’ macchinoso a tratti primitivo, ma piuttosto amichevole.
Fa molto Palm Treo 680, a tratti 650.

Screenshot

Avrei voluto riportare le schermate, ma giusto per darvi un’idea di cosa significhi sui due sistemi:

Per il momento direi Ma Anche No™.

Confronti

Non pensavo di anticipare le conclusioni, ma siccome me lo chiedono posso riportare le prime impressioni.
Come ho scritto qui sopra, “fa molto Palm Treo 680, a tratti 650”.

Il raffronto con i Palm (Handspring) della vecchia generazione, ovvero i Treo con Palm OS (anzi Powered by Access – ma questa è un’altra storia) è quello più sensato.
Cos’ha di più di un Treo questo HTC? Una sola cosa notevolissima: il fatto che non gli serva lo stylus e bastino le dita.
Per il resto è il miglior Treo 650 che abbia mai avuto. Un 680, insomma.

Permettetemi una nota: che peccato che il Pre (ed il Pre2) non siano mai arrivati in Italia.

La home della Palm in italiano il 1 novembre 2010

A parte un minimo di personalizzazione da produttore a produttore (ed in questo HTC è capofila), e non è nemmeno detto che sia un bene, Android è chiaramente un Linux.

Nello specifico non vuole essere un complimento.
Perché ci si riscontra esattamente la stessa mancanza di coerenza e di uniformità tipica dei desktop Linux. Non solo, ma esattamente come per i desktop, il casino viene scambiato per abbondanza: solo del calendario, ad esempio, ce ne sono tre applicazioni e due widget, di cui uno con tre layout. Risultato uno solo (e vai a capire quale per tentativi ed errori) attinge dai dati di sistema e viene quindi sincronizzato, gli altri rimanendo desolatamente vuoti. Tra questi ovviamente, quello HTC, bello ed inutile.

Da questo punto di vista il confronto con l’iPhone 3G (non oso immaginare nemmeno con gli altri) è impietoso.

La coerenza dell’interfaccia, la logicità dei comandi espliciti e dei movimenti del MultiTouch sull’HTC e credo su Android in genere è un lontano ricordo. Spesso ci si trova in situazioni in cui non si sa che fare. A peggiorare il tutto i cinque tasti “fisici” che hanno comportamenti diversi in base alle circostanze, e mai intuitivi, a parte forse il tasto Home e quello Back/ESC. Ma se il primo può avere un senso ed ha una coerenza interna, il secondo ce l’ha solamente perché da certe situazioni non se ne esce altrimenti. Il che significa HCI – Human Computer Interface – mal pensata.

Facciamo un esempio.

In presenza di un campo di testo normalmente ci si aspetta la tastiera virtuale.
E normalmente questa appare.
Ma a volte il layout è il QWERTY minuscolo, a volte è il QWERTY maiuscolo, a volte è quella affogata nel tastierino numerico e quindi si deve digitare il testo fingendo di usare il T9. Quest’ultimo caso è quello della ricerca in rubrica partendo dal telefono (!). Allucinante.

In tutti i casi suddetti, inoltre, la tastiera resta davanti.

Se si è cercato un contatto, ad esempio, e se ne è ricevuta una lista di occorrenze, come si passa alla lista nascondendo la tastiera in primo piano?! Si clicca sul pezzetto di lista lasciato visibile dalla tastiera?
No, perché in questo modo si seleziona il contatto sul quale si clicca; e questo se da un lato nasconde la tastiera, dall’altro se per ventura costui/ei ha un solo numero di telefono, parte direttamente la chiamata.
No, per togliersi dalle palle la tastiera in questi casi, serve Back/ESC.

Incomprensibile il tasto con “trackpad ottico” incorporato, che serve solo e confondere quando lo si schiaccia inavvertitamente cercando di fare altro con il Wildfire.

Positività

C’è una cosa di cui sono davvero positivamente impressionato: il fatto che per rifiutare una chiamata si riattacchi il telefono mettendolo su un piano a faccia in giù. Ecco, questo è un esempio di HCI davvero ben pensata.

Un’altra cosa ben pensata è il feedback fisico dei tasti virtuali di sistema (Home, Menu, Back/ESC, Cerca), usando l’eccentrico della vibrazione; questa funzione in Impostazioni -> Toni e display viene detta Feedback aptico. Un po’ pomposo per una vibrazioncina, ma non spiacevole. Anzi.

Mettiamo poi che in qualche modo siate riusciti ad ottenere una lista ordinata di elementi (ad esempio la rubrica, ordinata per nome di battesimo e non per cognome); sull’iOS da sempre si può fare lo scorrimento veloce sulle letterine fisse sulla destra dello schermo.
Un modo imbecille di farlo su Android è che mandando su o giù la lista col dito compare per qualche istante un ascensore sulla destra; se siete abbastanza lesti da prenderlo al volo (!), potete usarlo per lo scorrimento veloce. Sennò, allenatevi.
Un modo meno imbecille è usare due dita affiancate per scorrere la lista, che la fa saltare da un gruppo ad un altro, ad esempio dai nomi con la A a quelli con la B, ecc. Ovvero lo stesso sistema di iOS, ma fatto bene.

Curiosità

Sull’HTC A3333, non so se per un limite del prodotto o del sistema Android stesso si possono avere 7 schermate in tutto di cui una, la quarta è la Home. Le altre sono tre a sinistra e tre a destra. Sul manuale c’è scritto che “dovrebbero bastare”, e considerato che sull’iPhone ne ho ben due e nemmeno piene, direi di sì. Ma sull’A3333 si possono mettere i Widget, che su iOS non ci sono, e questi in genere prendono metà o una intera schermata; riempirle tutte e sette, allora, non è difficile.

La curiosità è che se mettete uno sfondo più largo che alto (e ovviamente lo schermo è esattamente il contrario), lo sfondo scorre assieme alle schermate. Se immaginate uno sfondo con su scritti i numeri da 1 a 7, nella schermata più a sinistra avrete per sfondo l’1 con un pezzetto di 2 e su quella più a destra il 7 con un pezzetto di 6 alla sua sinistra. Sembra una vaccata, ma è un modo di aumentare la percezione dello spazio virtuale in cui sono divise le schermate, sempre che ve ne accorgiate…

Un curiosità aggiuntiva è dovuta al fatto che il telefono esegue il SO Android.
Bella scoperta, direte.
Android è un linux.
Bella scoperta.
HTC non fornisce nessun software per sincronizzare il telefono con nessuna distribuzione linux. Girando un po’ in rete non mi pare che ci siano soluzioni. Un dispositivo basato su linux che non funziona con linux?!
Certo, perché Data Is On The CLoud™, ovvero vogliamo sapere tutti tutti i cazzi tuoi.
Da questo punto di vista MissingSync è una bella salvata, sempre che il telefono poi non invii a Google la rubrica a mia insaputa.

Vuoi disinstallarla?!
Dal manuale HTC, pagina 270:

Disinstallare un’applicazione
È possibile disinstallare un’applicazione scaricata e installata da Android Market.
1. Dalla schermata Home, toccare > Market > Download.
2. Toccare l’applicazione da disinstallare, quindi toccare Disinstalla.
3. Quando richiesto, toccare OK per rimuovere l’applicazioni sul telefono.
4. Scegliere il motivo per cui si desidera rimuovere l’applicazione, quindi toccare OK.

Oggi hanno cambiato l’aspetto dell’Android Market, ed ora per metà è coperto da una valva verdepisello con alcune applicazioni visualizzate in stile coverflow. Nella stessa schermata, quindi ci sono ben tre paradigmi diversi per (dis)orientarsi nello store.

Meteo
Possibile che ci sia Monza e non Pisa?!

Aggiornamento ad Android 2.2 Froyo

Trovate in questo post i dettagli dell’aggiornamento.

R 20101221 1742

There’s One App

Palm va verso l’autodistruzione con una rapidità da fisica sub-atomica, ma ostenta ottimismo per l’impiego di WebOS nelle stampanti. Come se uno che fa un OS per le pompe di benzina avesse un futuro florido innanzi.

L’attuale incravattato che ha avuto il compito di distruggerla, dice pure che rispetto alla gestione indipendente la quantità di applicazioni per la piattaforma (che lo ricordo è in vendita solo in 4 nazioni…) è cresciuta del 25%. Faccio presente che 5 è del 25% più di 4, così, giusto per.

Poi vai sulla pagina delle Apps e che trovi? L’icona di Facebook™ per WebOS™ una schermata di Facebook™ per WebOS™ ed una seconda schermata di Facebook™ per WebOS™ con dietro la schermata iniziale di Facebook™ per WebOS™. There’s One App.

Si capisce che mi dispiace per Palm?

#8233262856*


Da anni il 190 della Vodafone discrimina in base alle fatture del cliente che chiama.

Sopra i 100,00 € al mese ti risponde subito un umano, sotto, devi digitare elefantino per le offerte ADSL, unicorno se ti hanno rubato il cellulare, la somma della serie armonica generalizzata ad esponente p > 1 per tornare al menu precedente.

Va bene, io sono sotto i 40,00 a bimestre.
Mi è scaduta l’offerta Telefono Facile per iPhone e avrei voluto sapere se mi offrivano qualcosa per restare.

FaceButt™

Pare che il social network voglia vietare ad altri l’uso della parola Face e della parola Book, ritenendolo una propria esclusiva.

So che in questo momento alcuni di voi staranno storcendo il naso perché ho detto che Facebook è “il social network”, ma il problema è che per me lo stesso concetto di social network tende a meno infinito uniformemente in C; qualunque cosa di più piccolo di una cosa che tende a meno infinito, tende (definitivamente) a meno infinito.
Il motivo per cui dico in C e non in R è perché anche nel campo dell’immaginario tutto quanto potrà avere a che fare con i social qualcosa in futuro continuerà a divergere negativamente.

OK, torniamo a dove eravamo rimasti.

Insomma, parrebbe che l’ex adolescente che spinge gli adolescenti dentro a raccontare i cazzi loro agli amici ed agli amici di amici, voglia tenere per se sia la faccia che il libro, almeno in ambito informatico.

Sarebbe risibile, se non fosse che Apple ha fatto causa ad una catena di supermercati di frutta perché avevano una mela come logo (la mela era rossa ed aveva uno zeppo marrone con due foglie verdi) e la Palm, prima che saltasse come un noto pesce pagliaccio da una vaschetta piccola dall’acqua ormai torbida ad una tazza del cesso, non avesse intentato causa contro chiunque usasse “palm” nel logotipo o nel nome dei prodotti. Poggiapolsi? PalmRest. Vietato. Ma io faccio poggiapolsi. V-i-e-t-a-t-o OK?!
Quando Palm acquisì Handspring, estese le cause a tutto quanto era primaverile, ma anche a molla, ed alle mani.

Potremmo continuare.

Il problema è che le parti anatomicamente spendibili in termini di marketing non sono infinite.
Alcune non sono spendibili se non in ambiti più umidi, e devono essere usati i giusti sinonimi per avere presa: “titillami il glande” non va in nessun ambito.

Prima che sia troppo tardi®, potremmo cercare di fondare delle srl con nomi di alcuni sistemi, tessuti o organi in modo da poter reclamare un giorno i diritti di sfruttamento commerciale.

Ad esempio GastrocnemioSoft™, oppure CingoloScapoloOmerale Net®.
Potremmo produrre un ProctoSkin© con copertina in pelle rosa scuro a rilievo per fare concorrenza ai Moleskine™.

Evitando da subito culi e chiappe, perché richiamano troppo alle facce menzionate.

* * *

Quando qualcuno mi ricorda che Facebook™ conta ormai 500 milioni di utenti, mi piace ricordare che “Mangiate merda: milioni di mosche non possono sbagliare” descrive bene molti fenomeni contemporanei.