Telefonare pallido ed assorto

Mi pare che il tema dell’uso del cellulare in auto torni periodicamente; temo di non poter essere originale rispetto alle altre volte che se ne è parlato.
La novità è che si propone l’obbligo di disattivare l’interfaccia del telefono mentre l’auto è in movimento1.

In macchina si può fare tutto: truccarsi, navigare tra otto sotto-menu nel bancomat a centro plancia per alzare la temperatura del clima, riconfigurare a 130 km/h parte del quadro TFT che ha sostituito gli strumenti, cercare di centrare il millimetro quadro del touch screen che consente di passare dal navigatore alla radio.
Tutte cose che non sono nient’affatto pericolose alla guida.

Però telefonare no, quello no.

Quindi il telefono è il babau, ma si continuano a leggere recensioni e prove entusiastiche per tutti questi ciaffi inutili e pericolosi, e si arriva persino a dire che “per auto di questa categoria” ce ne vorrebbero, ed uno se ne aspetta, pure di più.

Allora decidiamo una volta per tutte: o siamo contro tutte le distrazioni e cominciamo a stigmatizzarle tutte e con forza, oppure finiamola di lavarci la coscienza esecrando il cellulare mentre sdilinquiamo per tutto il resto.

Allora: facciamo che chi farcisce le vetture di ciaffi2 che distraggono li debba disattivare mentre la macchina è in movimento?
Dai facciamolo!
Facciamo che uno debba aspettare fino all’autogrill successivo per cambiare la fragranza di bordo dal sotto-menu del tablet a centro plancia?!

Sia chiaro, io sono contro tutte le distrazioni per chi guida.
Non mi rassicura sapere che potrei morire sulle strisce perché uno cambia la regolazione del massaggio dei sedili, invece che telefonare alla nonna, perché quest’ultima cosa, e solo questa, non può farla in movimento.

* * *

  1. Telefonini: e se toccasse a chi li produce impedirne l’uso alla guida? | Il blog
  2. eDue – I ciaffi
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La legge vieta l’overdesign

Vediamo i fatti. Le ultime grandi nevicate sono state nel 1956, nel 1985 e nel 2012. Cioè in media ogni 28 anni. Stavolta invece dall’ultima ne sono passati 6, e in mezzo molte altre nevicate anomale. La legge vieta l’overdesign, cioè gli investimenti ingiustificati, anche rispetto alla sistematicità degli eventi. E il grande freddo nel Lazio non era considerato sistematico. Ma abbiamo imparato la lezione e adesso si cambia.

via «Le scaldiglie non sono una cosa marginale» – Il Post

Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

Io vivo in una delle città più prospere e meglio amministrate d’Italia, sono un uomo, ho la cittadinanza italiana, sono relativamente giovane, sono normodotato, sono autosufficiente, sono eterosessuale, sono bianco, non ho figli, ho un lavoro stabile e che mi piace e uno stipendio che mi permette di vivere serenamente. Sono letteralmente il ritratto del privilegio, in un posto come l’Italia del 2018. Non sono al riparo da tutto – uso le strade e gli ospedali che usiamo tutti, pago le tasse, mi affido alle forze dell’ordine per la mia sicurezza, eccetera – ma comunque vada me la caverò. Posso permettermi di votare per “dare un segnale” o perché Renzi mi sta sul cazzo, posso votare per contestare una sola questione – che sia il caso Regeni o la gestione dei flussi migratori – infischiandomene del fatto che il ministro degli Interni Matteo Salvini e quello degli Esteri Carlo Sibilia proprio su quelle questioni avrebbero fatto e faranno molto peggio. Io lo posso fare, starò bene comunque, anzi, magari mi tolgo pure una soddisfazione. Se però siete donne, studenti, stranieri, genitori, malati, disoccupati, precari, disabili, omosessuali, non bianchi, se non potete vaccinarvi, o se avete a cuore la serenità di almeno una di queste categorie di persone, io ve lo dico, guardiamoci negli occhi: forse non ve lo potete permettere, di giocare col fuoco.

Da Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

PEC, aah ahh

In questi giorni, sempre a proposito di multe, è stato pubblicato il decreto 18 dicembre 2017 che consente di notificarle via PEC.
Bello.
Però, lo scorso anno ho dovuto chiedere l’annullamento in autotutela di una multa e per poterlo fare avrei voluto richiedere il cosiddetto “verbalino”, ovvero quello che l’agente compila su strada al momento in cui accerta un’infrazione.
Solo che.
Solo che il verbalino si può visionare previo appuntamento.
Visionare.
Ovvero prendere un appuntamento per andare al comando in cui opera l’agente che lo ha scritto e prenderne visione.
E basta.
Non se ne può avere nemmeno una copia se non facendo accesso agli atti, cosa che si può fare prendendo un altro appuntamento e compilando un modulo.
Cartaceo.

Allora; fico, adesso basta una PEC per ricevere una multa; i comuni risparmiano (bene!), hanno la certezza della notifica, la PEC assicura la non ripudiabilità, tutto MOLTO fico.
Ma io per ricorrere contro Flash Gordon devo sempre prendere più giorni di ferie, fare traffico, inquinamento e chilometri, e cagionarli a mia volta per il trasporto della carta, per una cosa non commessa?

Sono domande retoriche, eh.

da Multe in ritardo e quella pulce nell’orecchio | Il blog

Avranno tutte le pagine appiccicate

Da mesi i politici del Partito Conservatore parlavano del colore dei passaporti britannici, auspicando un ritorno al blu. Lo scorso aprile il deputato Andrew Rosindell aveva detto che il passaporto bordeaux era «un’umiliazione» nazionale e dopo l’annuncio di May ha detto che «l’identità britannica stava venendo sommersa lentamente da un’identità europea artificiale, che rendeva infelice la maggior parte dei cittadini britannici».

Il Regno Unito cambierà il colore ai passaporti – Il Post

Cento miòni, Mafa’, cento miòni

il governo ha già stanziato 100 milioni di euro di incentivi per coprire i costi dei decoder. I più economici dovrebbero costare intorno ai 25 euro, più o meno come quelli disponibili nei primi anni del passaggio alla prima generazione del digitale terrestre.

Per i decoder, non per rottamare auto vecchie e inquinanti, no.
Per vedere gente che si chiama tessòro e cucina o racconta di quando ha deciso di farsi il canotto ma non lo rifarebbe. Gente che alla domanda su chi abbia scoperto l’America risponde Garibaldi, suscitando un mormorare deluso dal pubblico che suggeriva Magalli.

Parafrasando

Da Stanno per cambiare le cose col digitale terrestre – Il Post

E dagli al motore

Secondo un nuovo studio realizzato da una squadra internazionale di ricercatori, ogni anno in Europa circa diecimila persone muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento associato alle emissioni di ossido di azoto, una sostanza dannosa prodotta in abbondanza dai motori diesel. E l’Italia è in testa alla classifica.1

Credo di aver detto più volte che le automobili, quelle che non a caso chiamiamo comunemente macchine, sono oggetti nati due secoli fa e per quanto evolute sono oggetti del secolo scorso.

Però sono oggetti che pur rinnovati poco e mai per rivoluzioni sono ancora qui, con le loro caratteristiche pressappoco immutate ed i loro difetti, sopratutto, solo marginalmente mitigati.

I motivi sono essenzialmente due: sono oggetti belli, e sono oggetti che non hanno alternative, ancora oggi, dopo due secoli di storia ed uno di vita.

Che siano belli, questo sta ai gusti del singolo, ma che non abbiano alternative è oggettivo. Non voglio qui riaprire una ferita tra coloro che sostengono che le auto elettriche e quelle a guida autonoma fanno schifo e quelli cui piacerebbero entrambe ma non possono permettersele e non può permettersele il pianeta.
Oggi con ottomila euro si compra una qualunque macchinetta, mentre ne servono cinque volte tanti per un ciafroccolo a batteria.
Non sarà sempre così, ovviamente, ma oggi è così.

Ma uno dei problemi irrisolti delle macchine come le consociamo da sempre è che inquinano.
Anche questo è cambiato dai primordi, ma è cambiato qualitativamente e quantitativamente, non sostanzialmente; le macchine inquinano.

La notizia che avete letto in testa a questo post, dice che a conti fatti le normative antinquinamento sono state efficaci, nel senso che i loro bersagli li hanno centrati; ma dice anche che tutto ciò che nelle normative non c’era ha continuato come e più di prima.
Le macchine, oggi, sono omologabili solo Euro 6; la normativa Euro 6 ha due grandi nemici: il particolato e l’anidride carbonica.
Entrambi sono generati dai motori a combustione interna e da entrambi i motori a combustione interna, benzina e diesel; il primo per le alte pressioni raggiunte nei flauti dei sistemi di iniezione, che devono essere tanto alte da poter essere considerate costanti anche durante le numerose aperture dovute alle molte iniezioni per ciclo, esattamente come nei diesel. La seconda come sottoprodotto della combustione di sostanze che contengono carbonio in abbondanza di ossigeno. Nota: sì, la CO2 non è un inquinante, ma un gas serra; OK.

A differenza della normativa statunitense, però, la normativa Euro 6 non parla di ossidi di azoto.
Pare che i diesel ne emettano in quantitativi industriali pur essendo più puliti dei benzina rispetto ad altri inquinanti; gli ossidi di azoto (che sono poi il problema che ha portato al dieselgate in USA) sono irritanti e/o cancerogeni, e si possono anch’essi abbattere ricorrendo all’iniezione di urea (sissignore piscio, almeno la sua componente eponima) nei gas di combustione.
Il nostro costruttore nazionale (quello con sede in Olanda e quotazione nella borsa di Londra, per capirsi) non usa questa tecnologia.

Quello che ne segue è che l’Italia è il paese in cui c’è una maggiore emissione di ossidi di azoto; per una volta primi.

Ora, qualcuno potrebbe prendersela con il costruttore nazionale, come stanno già facendo in molti; ma riflettete su una cosa:
il diesel consente percorrenze molto maggiori e costa di meno della benzina.
Bene, su ogni litro di carburante venduto, il 52% sono accise2.
Ce n’è abbastanza per rimodulare le preferenze degli italiani.

È chiaro di chi è la responsabilità primaria di quello che si legge?

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  1. Dieselgate: L’Italia in testa in Europa per i morti per inquinamento da diesel | VoxEurop.eu: notizie europee, vignette e rassegne stampa
  2. Quanto pesano le accise sulla benzina: il costo al litro

Immagine da https://twitter.com/magnasciuttif/status/911877915104686081