Irresponsabile (Casini mentali)

Dice Casini che Prodi sarebbe irresponsabile a dividere gli italiani nel giorno del 25 aprile.

Sarebbe giusto.

Il fatto è che Prodi divide gli italiani tra coloro che vogliono l’Italia unita e coloro che con la devolution, un termine squallido già a partire dal provincialismo che emana, come se le pippe fossero handworks, vorrebbero che l’Umbria andasse a discutere con l’Iran sulle politiche nucleari, o che le Marche decidessero per l’insegnamento dello Strumbacé in luogo della Fisica.

Una cosa che piace solo a chi parla come Cattivik in attesa dell’animazione Flash:

Caricamènt, Uaz, Uaz

Casini alleato della Lega (immaginatevi la scena) dice che l’unità degli italiani è stato il suo faro nel quinquennio di presidenza della Camera (immaginatevi la scena).

Casini ha due (ex) alleati da consultare in merito:
1) Fisichella che ha lasciato Alleanza Nazionale (che è una sua creatura) lo stesso giorno del voto sulla devolution
2) Follini, che è stato segretario del suo partito.

Perché (ex)?
1) Fisichella è stato eletto con la Margherita
2) Follini è IL distinguo all’interno del partito dei distinguo.

È partita la campagna elettorale per le prossime elezioni.

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Il doppio e il contrario (distinguo)

Riflettevo sul fatto che l’UDC ha raddoppiato i suoi voti praticamente solo grazie ai distinguo verso gli alleati.

Mi sembra logico che costoro, malgrado tutto, non pensino neppure ad uscire dalla loro coalizione: dall’altra parte i distinguo sono semplicemente ovvi; da soli dovrebbero guardarsi allo specchio.

Siccome altrove c’è Mastella che coltiva la professione di distinguersi dagli alleati (non ci ho fatto caso, come gli è endata?!), mi è parso di aver trovato la seguente definizione di coalizione:

Detto di aggregato di persone che non vogliono avere reciprocamente nulla a che spartire.

Ma poi mi sono detto che “nulla a che spartire” non rende proprio l’idea…

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Ipnotico ma non troppo

Luttazzi ha chiuso il suo blog, perché era troppo frequentato, l’essere frequentato è una forma di potere, lui è un attore satirico, la satira è contro il potere, dunque…

Qui trovate un articolo di Repubblica.it che riferisce di una intervista di Repubblica Radio a Luttazzi, in occasione del suo nuovo spettacolo e della chiusura del blog.

Dunque Luttazzi non è nessuno in particolare, visto che normalmente quando un blog chiude, Repubblica.it intervista l’autore?

Autore che, chessò, essendo un imbianchino che avendo preso un lavoro di titneggiatura di un 4° piano senza ascensore, pensando di non avere il tempo per aggiornare il blog, lo chiude e per questo finisce sui giornali.

Luttazzi avrebbe potuto declinare l’invito di Repubblica, con la stessa pippetta:
“Repubblica è troppo frequentata, la frequentazione è potere, lui è un artista satirico, la satira è contro il potere, dunque no grazie, niente interviste”.

Parimenti non dovrebbe più aggiornare un blog chiuso (invece da ieri c’è il link all’audio intervista a Repubblica.it, in cui spiega che ha chiuso il suo blog, perché era troppo frequentato, l’essere frequentato è una forma di potere, lui è un attore satirico, la satira è contro il potere, dunque…). Poi non dovrebbe fare pubblicità ai suoi spettacoli, perché la gente potrebbe venire a sapere che ci sono ed andarci, il che ne farebbe una persona molto frequentata, cosa che…

Insomma, non poteva dire che partendo per una tournée non aveva tempo di aggiornarlo ‘sto cazzo di blog?
Mi rendo conto, nessuno lo avrebbe intervistato per questo.

Certe forme di comunicazione possono diventare ipnotiche e creare dipendenza; in chi le fa.

Il Grillo natante

Beppe Grillo, un comico, s’incazza quando gli dicono che ha una Ferrari.

Ce l’aveva, ma l’ha venduta.

Beppe Grillo, un comico, s’incazza quando gli dicono che ha una barca.

Ce l’aveva, ma l’ha venduta.

Pensate a come s’incazzano quelli che non hanno mai avuto né una Ferrari e né una barca.

Non tanto per la Ferrari o per la barca in se, quanto per i soldi che ci sono voluti a comprarle, una delle due o entrambe.

Comico, no?!

Dirò che non me frega un cazzo del fatto che qualcuno ha la Ferrari e qualcuno la barca; mi inquieta che nel 2005 c’è gente che non arriva a fine mese, e gente (che spesso ha la Ferrari, e/o la barca e che fa ridere, comico o meno) che pensa che con 512,67 euro/mese si possa vivere.

Non appena qualcuno comincia a discutere di cose serie come queste (che sono il vero problema morale) chissà che la discussione m’appassioni?

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Alimentazione (Vegetarutelliani)

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Blocco del traffico

Il Blocco del traffico, si fa quando il livello di inquinamento raggiunge livelli pericolosi (in quelli intollerabili viviamo normalmente) per le casse dei comuni.
In quelle occasioni, possono circolare solo i mezzi meno inquinanti e coloro che ne hanno bisogno.

Oggi intorno alla stazione Termini era tutto bloccato, traffico pazzesco.

Perché c’era un raduno di Ferrari d’ogni epoca e di Harley Davidson da tipico suono di scureggia nel bidet pieno, d’ogni epoca.

E c’erano tre carabinieri, di cui uno si esibiva in abili manate sulle macchine (non Ferrari) nel gestire il traffico pazzesco dovuto a un centinaio di persone che hanno bloccato Roma (evidentemente provvisti delle relative autorizzazioni).

Ho pensato a Veltroni, all’ambiente, a Roma.

Ho pensato a Veltroni, perché di meglio non c’è e non ho inteso con questo fare un complimento a nessuno.

Ho pensato all’ambiente, perché per far divertire i Ferraristi che partono rigorosamente sgommando con motori plurifrazionati dal 3.2 in su inquinano davvero poco e rispettano tutti i dettami del codice della strada controllati dai carabinieri, ed ho pensato agli Harleysti, che hanno già la loro punizione sotto il culo.
Ed ho pensato che tutti costoro fossero convenuti a Roma per necessità, e che l’inquinamento che causavano fosse sacrosanto.

E non penso all’inquinamento di UN 3.2 8 cilindri boxer di venticinque anni fa spremuto da semaforo a semaforo per la necessità di soddisfare ego infantili, penso a tutti quelli che come il sottoscritto erano FERMI al centro di Roma col motore in moto tutto intorno. E non lo potevano spegnere per evitare la manata tattica del carabiniere efficiente.

Ed ho pensato a Roma, che oltre ad essere stravolta da mille operette inutili, dalla monnezza che abbonda ovunque e dalle transenne che ne limitano la fruibilità generale per pochi interessi particolari, è tutta grigia di inquinamento e peggiora ogni minuto.

E le mancavano i rampanti di Burago…

Salt’incazzo

Perché è consentito (o tollerato) che il passaggio del circo insozzi le città di manifesti che nemmeno Aenne e Bud Spencer sulla tangenziale?

E poi: come distinguerli dai manifesti a sfondo politico?

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Fornesciòn

Lo diceva Ninetto DAVOLI mentre pedalava in dissolvenza una di quelle bici da panettiere (ormai visibili solo in periferia) in una pubblicità degli anni ’70.

Per me bambino era una specie di tarlo che mi girava per la testa, ma che per quanto mi sforzassi continuava a non voler dire un cazzo. Solo col tempo capii che non voleva effettivamente dire un cazzo, ma era solo un modo per vendere un prodotto che poteva solo giocare sul valore comico di chi lo rappresentava.

Esattamente quello che dovrebbe accadere ad un bambino d’oggi nel sentire “devolution“.

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