Thunderbolt 3 cables longer than 0.5m generally don’t support USB 3.1 speeds

Apple introduced USB-C to its user base with the retina 12-inch MacBook. At the time, it was a fancy USB port limited to USB 3.0 speeds of 5Gbit per second, and was officially called USB 3.1 Type-C Generation 1.

The same physical port was used in the 2016 MacBook Pro refresh, offering a faster, more capable Thunderbolt 3 port with the same USB-C physical connector. The Thunderbolt 3 protocol allows for 40Gbit per second —assuming the cabling for it is right.

But, right now, confusion reigns —and a simple choice that Apple made in the 2016 MacBook Pro is making it worse.

Da PSA: Thunderbolt 3 cables longer than 0.5m generally don’t support USB 3.1 speeds

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EPSON EcoTank ET-2600

Arrivato, consegnato con la sua scatola originale, senza nessuna scatola aggiunta; non ho nessun feticismo per gli imballi, però la sensazione di far sapere tutti i cazzi miei al vicinato è agrodolce.
Ecologica, ma agrodolce.

L’oggetto (a breve capite perché non lo chiamo stampante), è questo:

https://www.epson.it/products/printers/inkjet-printers/consumer/ecotank-et-2600

In pianta è poco più grande di un A4 con aggiunti tre centimetri attorno e il comparto taniche sul lato destro; come notate fa 3 cose:

– stampante
– scanner
– fotocopiatrice.

Leviamoci subito il dente: le plastiche sono piuttosto merdose al tatto, ma sono ben stampate e assemblate; l’oggetto è leggero ma solido, non scricchiola, non ha giochi eccessivi in nessuna delle tre direzioni dello spazio.
Arriva letteralmente imbottito di nastro azzurro (adesivo, intendo), e non ha nessun blocco fisico.

Oltre a dover rimuovere tutto questo nastro e parecchia plastica in film per proteggerlo, bisogna caricare le taniche, che sono quattro; è la parte pallosa per eccellenza, mi sono venuti in mente altre cento modi di farlo senza rompere i coglioni agli utenti.
Però è anche la parte libidinosa del tutto, perché si carica inchiostro e non immondizia inutile (evidentemente lo era). costosa e indifferenziabile come le maledette cartucce.

Qui si stappa e si versa: bellissimo.

Al primo lancio, il caricamento dei circuiti della testina richiede una ventina di minuti (eterno) e nel frattempo non si può fare nulla.
Poi però il software fa tutto da solo (fa MOLTO da solo, ha scaricato mezzo giga di software), ed alla fine funziona tutto sia USB che WiFi.

Tutto proprio, nel senso che si possono anche fare stampe e scansioni via WiFi, e stampare e scansionare da iOS con due app:

https://itunes.apple.com/it/app/epson-iprint/id326876192?mt=8
https://itunes.apple.com/it/app/epson-printer-finder/id463678539?mt=8

e funzionano.

In compenso ho tolto dalla scrivania uno scanner Epson A4 Perfection 1640 SU ed una Epson Stylus Photo R200, quindi ho mezza scrivania vuota.
Per non dire dell’unico cavo di alimentazione C7 in luogo di due cavi corrente (ovviamente C13) e due cavi USB di prima.

Pagata, finita 232,00 €, che forse può apparire molto; ma va considerato che le cartucce della Stylus adesso stanno a più di 100 € e durano SQRT(cazzo).
Quando saranno da rabboccare le bottiglie d’inchiostro stanno a 9,90 € cad. e sono date per 3000 copie in b/n e 4500 copie a colori; fossero pure la metà, ma pure un terzo nella vita reale, ma di che parliamo?

Le altre macchine, quella dalle quali non si è configurato intendo, lo vedono come periferica Bonjour (i Mac) e si configurano da soli per stampare/scansionare WiFi, se stanno sulla stessa sottorete; come stampante di rete (al limiute sempre tramite zeroconf o bonjour) le macchine Linux, ed ha un server interno raggiungibile via http.
Priam o poi provo da W7, ma solo perché avendolo sulla scrivania, lo configuro per curiosità su tutto quanto posso, non perché mi serva.

Notate solo che per poterlo usare come scanner da Acquisizione Immagine (ICA), dev’essere connesso USB, altrimenti si apre una finestra proprietaria EPSON, per la scansione WiFi; il che può essere un problema, perché ICA è scriptabile (AppleScript ed Automator) e quella Epson no.
Ma qui so’ io che sto male, capisco… ;)

Lo consiglio, comunque.

Non è l’analogico, sono le cose fatte bene che sopravvivono

Grazie a internet e alla pubblicità, che ci vende una promessa di felicità e successo piuttosto che gli oggetti stessi, viviamo sempre più nel mondo dell’astrazione. Gli oggetti in sé spesso non valgono nulla. Cain racconta che i suoi amici lo prendono in giro perché ha speso 50 sterline per comprare una cucitrice che funziona perfettamente, ma lui dice: “Godo ogni volta che la uso”. E non sarebbe bello poter dire, sul letto di morte, di aver addirittura assaporato ogni singola graffetta?1

Però, come dicevo, non è vero il contrario:

Per dire cosa?
Che se comprate un temperamatite da 500 dollari, oltre a non capire un cazzo di matite è probabile che non l’abbiate mai usato. Meglio.
E quindi il prezzo ci sta tutto.
Pure poco.
Se volete un temperamatite pensando che siano tutti uguali, e quindi se costa di più dev’essere meglio, potreste scoprire che già solo il buco ha la sua importanza.
E provatelo prima.2

* * *

  1. L’analogico si rifiuta di morire – Oliver Burkeman – Internazionale
  2. eDue – Attenti a non sbagliare buco

Bare Bones Software to retire TextWrangler in favor of BBEdit

BBEdit

What you may not know is that last July, we released BBEdit 11.6. You can use this version unlicensed, forever, for free. Without a license, BBEdit now includes all of the features that TextWrangler offers, plus quite a few others. That’s right. You no longer have to pick between them.

Sì, hanno ritirato TextWrangler, però…

Da Bare Bones Software to retire TextWrangler in favor of BBEdit

Visualizing the Riemann zeta function and analytic continuation

Da 3Blue1Brown

Collezione wIP 0.11 (per OS X 10.10.x o successivi)

wip011

Versione breve

Ho aggiornato wIP per i sistemi OS X 10.10 (Maverics) e 10.11 (El Capitan).
Lo trovate qui: Roam – Conoscere Possibile: Software: wIP Suite 0.11.
Ho aggiornato anche le icone (oooh).
Ci sono alcuni problemi; non dipendono da me.

TL;DR

Il Roam produce Software Libero, wIP ne è un esempio. Se lo trovate di vostro gradimento dite ad altri dove l’avete scaricato. Se volete modificarlo o aggiungere altre funzionalità, fate pure (citando la fonte originaria), wIP è licenziato con la GPL 2.0 o successive.

C’è qualcos’altro da dire in merito a wIP, ovvero il fatto che ancora oggi dopo 14 anni (che, peraltro, essendo passati per lui sono passati anche per il sottoscritto, e non me ne rallegro) non ha ancora raggiunto la versione 1.0; possibile?!

Certo che lo è. wIP nasce come esercizio di programmazione ricorsiva (se ne leggete il sorgente, vi sarà chiaro il perché, ed anche il perché esso sia così “piccolo”) e non come prodotto; nasce nella hall di un albergo al Parigi il 9 settembre 2002 (magari un giorno vi racconto perché ero lì) e nasce per poter soddisfare una necessità estetica e una funzionale, ovvero avere tutte le finestre del Finder di un determinato disco disposte ordinatamente.

E nasce per uso personale.

AppleScript è una ambiente ottimo in cui Apple ha sempre creduto pochissimo, e del quale non ha quasi mai riparato i buchi, anche i più noti ed anziani. Spesso ne ha aggiunti.

Quindi wIP, poggiando su fondamenta tanto poco stabili, e grazie all’approssimazione con cui il produttore di queste fondamenta le controlla di tanto in tanto, resta un progettino, un’idea e non un prodotto.

Basti pensare che solo dalla versione 0.6.5 wIP “rinconquista la capacità” di zoomare le finestre. Il motivo per cui la riconquista è stata così lenta (la funzione fu disabilitata ai tempi del Mac OS X 10.2) è che la comunità di sviluppo di AppleScript si è accorta solo recentemente che per ripristinare quella funzione era necessario scrivere il sorgente in modo sbagliato, sfruttando un errore dell’interprete perché il tutto funzionasse correttamente…

Con la versione 0.6.6 del febbraio 2008 wIP diventa pienamente compatibile con il Mac OS X 10.5, ed ovviamente ne patisce i buchi. La versione 0.6.6.1 modifica solo i due dIP. La verisone 0.6.6.2 è compatibile con Mac OS X 10.7 Lion.

Ovviamente il framework AppleScript di Mac OS X 10.6 Snow Leopard e successivi rese wIP, nelle sua versioni precedenti, inutilizzabile. Quindi wIP è stato riscritto e ricompilato per Mac OS X 10.6. Da quel momento la 0.6.6.1 e 0.6.6.2 sono due versioni diverse.

La 0.8 è stata una ulteriore versione, non un aggiornamento, per OS X 10.8.x Mountain Lion e per OS X 10.9 Maverics.

Versione 0.11

Altrettanto si può dire della versione attuale, la 0.11, per OS X 10.10.x Yosemite e OS X 10.11.x El Capitan che trovate qui Roam – Conoscere Possibile: Software: wIP Suite 0.11: è un nuova versione, non un aggiornamento; il perché vi sarà chiaro leggendo il readme che trovate nella cartella help che accompagna le app.

VueScan 9.5.x per OS X

Zooid, il figlio di HAL

VueScan

Premessa

Ho ricevuto in prova questo software1; per questa prova mi è stato regalato un codice di attivazione che potrò tenere anche dopo la prova. Però.
La mia politica in questi casi è chiarire subito con il fornitore che se il software facesse schifo non avrei problemi a dirlo, che ho una lunga tradizione in merito e che non ho intenzione di smentire la mia fama. Quindi, alla fine, potrebbero trovarsi nell’incresciosa situazione di aver regalato un software a mo’ di captatio belevolentie e trovarsi in un demolition show. Io li avverto anche che, se non parlano italiano, la recensione potrebbe essere oltre che negativa anche molto volgare.
Alcuni (parecchi) con questi chiari di Luna, rinunciano.
Non è questo il caso.

Ambiente

Ho provato VueScan 9.5.45 per OS X su un MacBook Pro 15″ Retina i7 16 GB RAM con Maverics (10.9.5) e su un MacBook Air…

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