Telefonare pallido ed assorto

Mi pare che il tema dell’uso del cellulare in auto torni periodicamente; temo di non poter essere originale rispetto alle altre volte che se ne è parlato.
La novità è che si propone l’obbligo di disattivare l’interfaccia del telefono mentre l’auto è in movimento1.

In macchina si può fare tutto: truccarsi, navigare tra otto sotto-menu nel bancomat a centro plancia per alzare la temperatura del clima, riconfigurare a 130 km/h parte del quadro TFT che ha sostituito gli strumenti, cercare di centrare il millimetro quadro del touch screen che consente di passare dal navigatore alla radio.
Tutte cose che non sono nient’affatto pericolose alla guida.

Però telefonare no, quello no.

Quindi il telefono è il babau, ma si continuano a leggere recensioni e prove entusiastiche per tutti questi ciaffi inutili e pericolosi, e si arriva persino a dire che “per auto di questa categoria” ce ne vorrebbero, ed uno se ne aspetta, pure di più.

Allora decidiamo una volta per tutte: o siamo contro tutte le distrazioni e cominciamo a stigmatizzarle tutte e con forza, oppure finiamola di lavarci la coscienza esecrando il cellulare mentre sdilinquiamo per tutto il resto.

Allora: facciamo che chi farcisce le vetture di ciaffi2 che distraggono li debba disattivare mentre la macchina è in movimento?
Dai facciamolo!
Facciamo che uno debba aspettare fino all’autogrill successivo per cambiare la fragranza di bordo dal sotto-menu del tablet a centro plancia?!

Sia chiaro, io sono contro tutte le distrazioni per chi guida.
Non mi rassicura sapere che potrei morire sulle strisce perché uno cambia la regolazione del massaggio dei sedili, invece che telefonare alla nonna, perché quest’ultima cosa, e solo questa, non può farla in movimento.

* * *

  1. Telefonini: e se toccasse a chi li produce impedirne l’uso alla guida? | Il blog
  2. eDue – I ciaffi
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Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

Io vivo in una delle città più prospere e meglio amministrate d’Italia, sono un uomo, ho la cittadinanza italiana, sono relativamente giovane, sono normodotato, sono autosufficiente, sono eterosessuale, sono bianco, non ho figli, ho un lavoro stabile e che mi piace e uno stipendio che mi permette di vivere serenamente. Sono letteralmente il ritratto del privilegio, in un posto come l’Italia del 2018. Non sono al riparo da tutto – uso le strade e gli ospedali che usiamo tutti, pago le tasse, mi affido alle forze dell’ordine per la mia sicurezza, eccetera – ma comunque vada me la caverò. Posso permettermi di votare per “dare un segnale” o perché Renzi mi sta sul cazzo, posso votare per contestare una sola questione – che sia il caso Regeni o la gestione dei flussi migratori – infischiandomene del fatto che il ministro degli Interni Matteo Salvini e quello degli Esteri Carlo Sibilia proprio su quelle questioni avrebbero fatto e faranno molto peggio. Io lo posso fare, starò bene comunque, anzi, magari mi tolgo pure una soddisfazione. Se però siete donne, studenti, stranieri, genitori, malati, disoccupati, precari, disabili, omosessuali, non bianchi, se non potete vaccinarvi, o se avete a cuore la serenità di almeno una di queste categorie di persone, io ve lo dico, guardiamoci negli occhi: forse non ve lo potete permettere, di giocare col fuoco.

Da Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

Avranno tutte le pagine appiccicate

Da mesi i politici del Partito Conservatore parlavano del colore dei passaporti britannici, auspicando un ritorno al blu. Lo scorso aprile il deputato Andrew Rosindell aveva detto che il passaporto bordeaux era «un’umiliazione» nazionale e dopo l’annuncio di May ha detto che «l’identità britannica stava venendo sommersa lentamente da un’identità europea artificiale, che rendeva infelice la maggior parte dei cittadini britannici».

Il Regno Unito cambierà il colore ai passaporti – Il Post

Cento miòni, Mafa’, cento miòni

il governo ha già stanziato 100 milioni di euro di incentivi per coprire i costi dei decoder. I più economici dovrebbero costare intorno ai 25 euro, più o meno come quelli disponibili nei primi anni del passaggio alla prima generazione del digitale terrestre.

Per i decoder, non per rottamare auto vecchie e inquinanti, no.
Per vedere gente che si chiama tessòro e cucina o racconta di quando ha deciso di farsi il canotto ma non lo rifarebbe. Gente che alla domanda su chi abbia scoperto l’America risponde Garibaldi, suscitando un mormorare deluso dal pubblico che suggeriva Magalli.

Parafrasando

Da Stanno per cambiare le cose col digitale terrestre – Il Post

Follow The Money

Il fatto che siano uscite queste inchieste vuol dire che Weinstein ha perso la sua influenza nel mondo degli Oscar, anche per i suoi gravi problemi finanziari, ed è diventato alla fine abbastanza debole da far avere al New York Times la forza di buttarlo giù, di detronizzarlo.

Perché questa storia esce adesso e qual è la storia.

Da Hollywood e lo scandalo Weinstein: lo scoop che i media per anni non hanno pubblicato – Valigia Blu.

Chi ha mandato in rovina il Venezuela

il disastro generale del Venezuela, sostenuto spudoratamente da quasi tutta la sinistra dell’America Latina e del mondo, semplicemente perché la nuova élite e i nuovi ladri del paese mascherano i loro affari personali, il saccheggio delle risorse dello stato e la loro inettitudine dietro l’antica retorica populista a favore dei poveri, gli insulti roboanti contro l’impero o l’Unione europea e i proclami rivoluzionari del marxismo più antiquato.

Il furto e la corruzione sono evidenti e per questo il governo si afferra al potere con i denti, perché sa perfettamente che perderlo significherebbe il carcere. Ecco la ragione della repressione violenta del dissenso e il soffocamento di ogni cenno di democrazia reale. Nella nostra regione non c’è crisi dei diritti umani più grave di quella del Venezuela, per la persecuzione dell’opposizione e dei prigionieri politici, arrestati, torturati o uccisi, e per i tassi di criminalità e omicidio, tra i più alti dell’America Latina.

La nuova élite bolivariana, al riparo dei suoi sproloqui populisti, imita e supera la vecchia élite tradizionale nell’uso del potere per arricchirsi. Il suo vero proclama è questo: “La vecchia élite bianca e creola ha già rubato abbastanza: adesso tocca a noi rubare!”. E mentre Maduro, sua moglie e i suoi parenti, così come gli amici e i discendenti di Chávez, fanno la bella vita e diventano miliardari saccheggiando le risorse dello stato, la maggior parte degli venezuelani sprofonda nella povertà, nella penuria e nella rabbia, o fugge in Colombia e in altri paesi con numeri così allarmanti da far temere una crisi umanitaria nei paesi alla frontiera, a cominciare dalla Colombia.

Da Chi ha mandato in rovina il Venezuela – Héctor Abad Faciolince – Internazionale

Après moi les déçu

Poi c’è la questione first lady. Poco tempo fa Macron ha proposto di dare un incarico ufficiale a sua moglie Brigitte, creando in maniera formale il ruolo di “first lady” nell’ordinamento francese. Brigitte, nel suo piano, riceverebbe uno stipendio pubblico in quanto consulente del governo francese. Non è un’idea che sembra particolarmente adatta al momento storico

Pare che l’idea portante della politica di Macron, quello che Renzi l’ha inventato lui, sia quella di tagliare le tasse ai ricchi aumentandole ai meno abbienti.
Pare anche che a costoro stia consigliando brioches.

Poi dopo il cazzaro vengono i delusi da tutto. Ahinoi.

Da Macron ha già scocciato? – Il Post.