Pistola (Microvetture)

La pistola non uccide, uccide chi la impugna: il pistola.

I giornalisti ogni tanto scoprono.
I ministri inventano.
A volte si scambiano di posto.

Le microcar.
Premesso che le userei come supposte per coloro che le comprano (e non ho detto posseggono, si badi), non necessitano di patente per essere guidate.

Signor ministro, dopo le cazzate sui condizionatori e il fiume di parole al vento sulla sicurezza, se solo lei permette e concepisce che ci possano essere utenti della strada che possano ignorarne il codice, qualunque cosa ella affermi è destituita di ogni riferimento alla realtà.

Non si capisce perché per guidare una Smart necessiti la patente e per guidare una microcar no.
Non ho detto che non so perché, badi, ho detto che non si capisce.

Signor giornalista, nel suo recente articolo in cui disvelava una realtà a lungo sottaciuta, ovvero che dei poveri ignoranti ed immaturi, messi alla guida di una mezzo ed in mezzo ad altri mezzi facciano danni, ha dimenticato di dire che la cosa è:

Sorprendente, clamorosa, inattesa e pertanto costituisce scandalo, vergogna, emergenza.

A tutti noi patentati, il tutto sembra solo ovvio, come lo è il fatto che siamo di fronte all’ennesima legislatura che non si occuperà di questa ovvietà, e finirà col punire l’uso dell’accendisigari elettrotermico al volante, curandosi al contempo di ridurre ancora la presenza della Stradale sul territorio.

Annunci

Never Cover(ed)

Alla radio fanno solo pezzi di Cindi Lauper, dei Manhattan Transfer, di Pat Benatar.
Ma anche pezzi dei Led Zeppelin, di David Bowie, dei Duran Duran, dei Deep Purple.
Non mancano pezzi degli Europe e del Van Halen.
Alcune puntate con classici di Armstrong & Fitzgerald, qualche Sinatra, qualche Martin, un Perry Como qua e là.
Qualche sprazzo di Doors, un qualcosina di Kiss.
Condire con un Morricone e bagnare con un Battisti & Mogol con un Mina Mazzini fu Costanzo (Se telefonando…).

Quello che ci fa capire che non siamo negli anni settanta ma ben oltre il duemila è che al posto dei maestri, dei maledetti, dei drogati, degli alcolisti, dei fumatori, dei catarrosi, degli stempiati e degli ormai morti, questi pezzi li cantano metrosexual afoni precari o troiette a progetto di cui tutti conoscono attraverso i media l’intimità ma nessuno l’identità.

R 20110615 1750

Imprese (Avere la stoffa)

Spero che presto Apple apra nuovi negozi sul territorio italiano, in modo da poter sperare ancora di conquistare qualche maglietta inaugurale.

Le uso per pulire la stecca dell’olio della macchina e il nero regge benissimo lo sporco.

R 20110107 1638

SUVermercati

SUVermercati

Perché ogni giorno è 3X2.

Non posso permettermelo (Reprise)

Pare che il governo ad angolo ottuso (parlando di emiciclo parlamentare ed in relazione al classico modo d’intendere posizionalmente gli schieramenti) che ci ritroviamo abbia deciso di riproporre la tassa sui siti. Se questo fosse, per quanto mi riguarda il blog finisce il giorno dell’entrata in vigore di questa cosa, ‘ché altro non si può chiamare.

Ma non sono d’accordo col fatto, espresso da molti, che questo provvedimento serva a fare cassa.

Leggendolo, infatti:

Con espresso riferimento a quanto pubblicato online, si spiega che l’iscrizione al ROC serve “anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa” (1).

Ora, esattamente come la legge contro l’infibulazione è inutile essendo già ricompresa in altri reati, esattamente come le norme contro i lavavetri sono inutili perché tutte già ricomprese in altri reati, le richiamate norme connesse ai reati a mezzo stampa già esistono. Ma come tutti i registri (2), anche questo servirà ad estrarne un nome a caso al momento in cui servisse.

* * *

  1. da: Punto Informatico del 18.10.2007
  2. da: Questo sito il 21.01.2007

Immagine da http://www.introni.it/riviste.html

Partite Democratiche (Al 50%)

Discutevo con una donna del fatto che sembra che il 50% degli organi del PD sarà fatto di donne.

La stimo e pertanto resto sulla mia posizione: se un partito vuole fare davvero qualcosa di nuovo, non può guardare al sesso, deve guardare al valore delle persone; si scoprisse che l’80% dei candidati è donna ed è qualitativamente migliore, a quelle persone dovrebbe andare l’80% dei posti. Analogamente se scoprissimo che sono invece uomini.

Le dighe numeriche, esattamente come il numero chiuso universitario, servono solo a rendere il tutto più facilmente comprensibile a chi sta a casa in poltrona, a chi segue in TV, ma non rendono alcun servigio al paese.
Lei era d’accordo.

D’altro canto, se non si forza un po’ il meccanismo attuale, si finisce (guarda caso) alle percentuali correnti, ovvero pochi punti decimali; una sorta di garanzia contro il maschilismo, insomma.
Io ero parzialmente d’accordo.
Diciamo pragmaticamente d’accordo, ma contrario di principio per tutto quanto sopra.

Poi alla fine al nodo ci siamo arrivati.
OK, ma COME distinguere il candidato migliore?

Abbiamo tentato di tracciarne un profilo.
Civicamente istruito, onesto, sincero, libero, corretto, retto. Dotato di buone capacità organizzative ma pronto a lasciare il passo per il bene comune.

Insomma, sembrava che stessimo riproponendo il dialogo di Laganà con Cinthietta.

Lasciato il terreno degli aggettivi generici, ovviamente ognuno di noi ha iniziato a lavorare per affinità e per differenza con sé stesso, e quindi ne sono venuti fuori un candidato uomo ed una candidata donna, che non avrebbe eletto nessuno ma che piacevano molto a noi due, rispettivamente.

Abbiamo quindi desistito.
Solo su una cosa ci siamo trovati (a scherzare e) d’accordo.
Certe forme, certe analogie soffrono duemila e rotti anni di cultura maschilista.

Un candidato ideale (candidato ideale, forma maschile o impersonale?) avrebbe comunque dovuto essere uno che “non appende il cappello”, uno che “porta i pantaloni”, uno che al momento di far valere il giusto “tira fuori le palle”.
E non c’è nulla da fare, anche le donne ne sono vittima.
Infatti non avremmo voluto un candidato che non appenda la borsa, che porti la gonna lunga o che al momento giusto tirasse fuori le tette o le grandi labbra.

Forse dovremmo cominciare proprio dal colmare questo fossato che abbiamo scavato intorno alla nostra lingua madre.
Madre di tanti omuncoli e di tante metafore ormai datate.

R 20110309 1307

One Laptop Per Child (Get One, give One)

Sono convinto anch’io che accorciare le distanze conoscitive sia il solo modo per rendere le persone uguali.

Mi permetto di suggerirvi un’idea per i prossimi regali di natale.
Potreste sedere vicino ai vostri figli ed insegnarli un po’ di quel mondo affascinante che è il computer, ed è affascinante solo se lo conosci, se lo programmi; sennò rompe i coglioni dopo qualche giorno come tutte le altre cose. E potreste raccontargli la storia di un altro bambino che dall’altra parte del mondo…

Oppure aspettate che abbia 14/16 anni e mettetegli in mano uno di quei bidet con quattro ruote, quelli che sembrano un vibromassaggiatore nelle soste ai semafori, iscrivendolo di diritto alla lunghissima schiera della teste di minchia che frequentano le nostre strade senza avere un minimo di educazione civica, stradale e, soprattutto, una cazzo di patente.

R 20110309 1310