Si prega di contattare il notaio

Ciao,

ti tocco oggi come vero che non si sa che non impedisce che questo gesto da parte mia.

Il mio nome è Mr. (OMISSIS) nato in Francia, ma per la ragione particolare esilio me stesso alla ricerca di un ambiente di lavoro più tranquillo dopo la morte di mio padre (OMISSIS)

Il motivo che mi spinge a contattare è:

Vorrei passare attraverso il canale di una carità senza nome nel vostro reparto.

Sono nato 6 Dicembre 1965 in Francia. È un dono in qualche modo e ammonta alla somma di EUR 975,400.00 miglia.

Il mio stato civile è tale che non ho sposa e anche meno figli ‡ che avrei potuto lasciare in eredità questa eredità, e soffro ora, una malattia orfana e cancro alla gola incurabile, che è quello che voglio modo grazioso e al fine di aiutare i bambini bisognosi offrirti che detto patrimonio per fare questa carità si apre .Se l’utente accetta Vorrei le vostre informazioni seguenti:

Il tuo nome:

I vostri interlocutori:

Un certo numero di tel / fax:

Conto sulla vostra buona volontà e anche l’uso corretto di questi fondi per questo lavoro

Cosa fare dell’uccello (Reprise)

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In bed, going to park1.

Io non mi sognerei mai di usare un social network per raccontare i cazzi miei in tempo reale; intanto perché sono appunto cazzi miei, e poi perché l’unica risorsa scarsa e non rinnovabile che abbiamo è il tempo; pensare di impiegarne una parte per raccontare quello che resta è da mentecatti.

La notizia di oggi della vendita a pezzi degli asset di Twitter, quelli relativi allo sviluppo di app, che possiamo anche considerare non essenziali, ma certamente strutturali, pare confermare l’idea che nessuno in quel di San Francisco sappia cosa fare per tenere in piedi i tutto, a parte cercare di sistemare i conti.

Si dirà: ma avere i conti in ordine è importante.
Certo, però non è la cosa principale da fare; capisco che detta così pare strano.

La verità è che Twitter è partita da un’idea nel 2006 e non ha cambiato nulla da allora; può essere un fatto di coerenza, può essere che l’idea originale fosse MOLTO buona, ma può pure essere che non siano stati capaci di evolvere. E non riuscire ad evolvere per undici anni in un ambito come quello di Internet, significa essere rimasti indietro di due generazioni.

L’idea che si fanno quasi tutti quelli che lo usano e non siano dei troll, è che tutto pare fatto apposta per farti incazzare2; però quasi tutti ne riconoscono l’unicità e l’utilità, magari prescindendo dall’aspetto social (che, ribadisco, non necessariamente interessa tutti, perché non tutti siamo bimbiminkia) ma usandolo come aggregatore di informazioni.
Per il traffico, per il terremoto, per lo sport, ecc.

Si dirà: ma di aggregatori ne esistono quanti ne vuoi.
Certo, però nessuno ha questa sinteticità e nessuno o quasi consente di andare alla fonte, ovvero di aggregare senza intermediazione i produttori di notizie e comunque nessun altro ha la stessa malleabilità.

Casa accadrà di Twitter pare abbastanza scritto; ci volano attorno in molti aspettando di pagarlo quello che ritengono essere il giusto, oppure beccano strappando pezzi, come sta facendo Google, di nuovo, in questi giorni. Il giorno che finisse inglobato in un pulsante di una di queste piattaforme del cazzo che girano per il pianeta non mi ci troverete, e mi mancherà3, 4, sopratutto perché non necessariamente seguire qualcuno significa essere amicetto, piacersi, darsi di gomito o farsi l’occhietto.

Cioè non necessariamente essere animali sociali significa essere microcefali, un aspetto su cui i social network vincenti pare contino parecchio.

* * *

  1. eDue – Se bloggare vi pare poco (Twittare)
  2. eDue – Cosa fare dell’uccello
  3. eDue – Don’t get used to, don’t rely on anything
  4. eDue – So’ du’ minuti

Immagine da Jack Dorsey – twttr sketch, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5150577

Pomi di cambio e manici di scopa

Lavorare come prima, e meno dei colleghi delle altre città, guadagnando di più: in tempi di crisi, il miracolo avviene nell’Ama della stagione M5S a Roma. Dal primo gennaio l’azienda (con soldi pubblici) corrisponde ai 7800 dipendenti l’aumento di stipendio stabilito dal nuovo contratto nazionale, ma non esige che lavorino due ore in più alla settimana e anche la domenica, com’è previsto dallo stesso contratto e avviene nel resto d’Italia. I documenti che pubblichiamo dimostrano che l’Ama, che aveva voluto e difeso il contratto, sotto Natale ha cambiato linea, vantando l’appoggio del Comune azionista, di cui è sindaco Virginia Raggi, e arrendendosi ai sindacati interni. Tra questi l’Usb, che in campagna elettorale sosteneva la Raggi a colpi di battaglieri volantini interni. Le altre aziende del settore, in una riunione ad hoc svoltasi ieri, hanno definito l’intervento del Campidoglio «anomalo e improprio», frutto di una gestione politicizzata che «rischia di far saltare il contratto nazionale».1

Beppe ha capito come si governa Roma con un ragionamento semplice: visto che Alemanno, prima di Marino che ha fatto una finaccia, è durato il giusto: ha iniziato ad usare i soldi pubblici, in quantitativi ingenti, per comprare consenso. Quella dei netturbini che recepiscono il contratto nazionale nella parte riguardante l’aumento stipendiale, ma non nella parte relativa all’aumento della produttività è una storia con una deja-vu:

Un articolo sul Corriere della Sera spiega i termini del nuovo accordo, che non risolve i problemi di debiti di ATAC e anzi potrebbe aggravarli: i dipendenti potranno lavorare meno ore (736 all’anno, contro le 1.100 dei lavoratori della metropolitana di Milano e le 950 di quella di Napoli), non dovranno usare il badge e potranno usufruire di una costosa corsa speciale della metro riservata a chi finisce il turno, che riduce i tempi da poter utilizzare per la manutenzione della rete e dei treni. Qualche giorno fa l’assessore all’Urbanistica di Roma, Paolo Berdini, aveva detto che senza un intervento di manutenzione straordinaria la metropolitana di Roma rischia di chiudere in primavera, ma quell’intervento dovrebbe pagarlo lo Stato e non il comune di Roma. Pier Maran, assessore all’Urbanistica di Milano, ha commentato la notizia così: «I fondi per trasporto pubblico a livello nazionale non bastano anche perché qualcuno li spreca togliendoli agli altri. Atac solita vergogna»
I dipendenti di ATAC sono stati una grossa base elettorale del Movimento 5 Stelle a Roma, dopo aver contestato moltissimo l’ex sindaco Ignazio Marino.2.

In questo caso, questi novelli Fratelli d'(una parte d’) Italia si giustificavano dicendo che se un’azienda va male (rileggere, prego: Atac va male) non è certo colpa dei dipendenti. Per riaffermare il concetto, poi passa ad occuparsi proprio di quei dirigenti:

Il che suona un po’ strano per un’azienda che fatica a pagare i fornitori ed ha grossi problemi nell’erogazione dei servizi. Grane sottolineate dall’assessore alle Partecipate Massimo Colomban che, prima di Natale, descrisse l’ultimo anno di Atac come quello dello sprofondo rosso. Ma si è deciso di «transare» per risolvere un problema nel format dei contratti sottoscritti dai manager fra il 2010 e il 2012: allora si prevedeva una parte variabile legata agli obiettivi raggiunti, solo che gli obiettivi non erano mai stati specificati. Il caso è salito a galla nell’esame del ricorso che ha riportato in Atac Franco Middei, dirigente licenziato da Marco Rettighieri e ora di nuovo nei ranghi aziendali. La transazione su Middei è quindi diventata un modello da applicare ai dirigenti con l’obiettivo di evitare accantonamenti e tornare in possesso di 3 milioni di euro. Per ripartire: «Atac si impegna per l’anno 2017 — si legge nel documento di accordo — ad assegnare a ciascun dirigente gli obiettivi individuali annuali entro e non oltre il 30 aprile 2017 e, a partire dall’anno 2018, ad assegnare a ciascun dirigente gli obiettivi individuali annuali entro e non oltre il 28 febbraio di ciascun anno»3

Senza dimenticare che di tutto questo, dell’ascesa del comico genovese, dobbiamo sempre ringraziare il PD ed il comico fiorentino.

* * *

  1. Più soldi per lavorare meno. Regalo M5S ai netturbini romani
  2. Il nuovo accordo sui trasporti a Roma – Il Post
  3. Corriere della Sera
  4. eDue – Fantasia al potere

Vicious Cycle

Vicious Cycle features a group of little autonomous robots performing a range of repetitive functions, driven by mechanical devices. But as the mechanisms mercilessly start getting faster and faster, things take a turn for the worse for the helpless robots.

Music by Marcus Olsson (kungenochhertigen.se)

Tullio De Mauro

Torre Annunziata, 31 marzo 1932 – Roma, 5 gennaio 2017

1 novembre 2017

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Tutti i diesel tranne gli Euro 6: blocco dalle 7.30 alle 10.30 e dalle 16.30 alle 20.30 nella Fascia Verde se le centraline superano i valori limite per 8 giorni (la deroga per gli Euro 6 è in vigore fino al 31 ottobre 2017).

I benzina, specie quelli a iniezione diretta che emettono molto più particolato, per non dire della CO2, possono fare brum brum sempre.

Da Roma Capitale | Sito Istituzionale | Contenimento smog. I nuovi provvedimenti di limitazione della circolazione veicolare.

Io me lo ricordo benissimo. Voi?

A me certe cose fanno piacere da un lato (salvare, conservare, ricordare e spiegare tutte cose belle), ma mi fanno anche tanto incazzare da un altro.
Oggi chi volesse una Lancia ha a disposizione tanti colori sulla Ypsilon.
Bel macchinino, vecchio di dieci anni con una struttura mutuata dalla Panda.
Lancia era l’Olivetti della motorizzazione; oggi non resta che il ricordo, e a breve di tutto questo nemmeno i ricambi.
Bene che in Fiat se lo ricordino.

Giusto per dirne una: una nuova vettura ispirata a un’Integrale, oggi non venderebbe?
Tipo basata su telaio Giorgio accorciato, con il sistema di trazione Q4 meccanico e motore passato sotto le grinfie dello Scorpione?
Se vende la 124 Spider, figuriamoci.

E non parlo di quei rendering orrendi che si vedono ogni tanto in giro e guardano sempre al passato; parlo di una nuova Lancia.
Nuova, Lancia.
Quello sì che sarebbe un omaggio al marchio.