Chi ha mandato in rovina il Venezuela

il disastro generale del Venezuela, sostenuto spudoratamente da quasi tutta la sinistra dell’America Latina e del mondo, semplicemente perché la nuova élite e i nuovi ladri del paese mascherano i loro affari personali, il saccheggio delle risorse dello stato e la loro inettitudine dietro l’antica retorica populista a favore dei poveri, gli insulti roboanti contro l’impero o l’Unione europea e i proclami rivoluzionari del marxismo più antiquato.

Il furto e la corruzione sono evidenti e per questo il governo si afferra al potere con i denti, perché sa perfettamente che perderlo significherebbe il carcere. Ecco la ragione della repressione violenta del dissenso e il soffocamento di ogni cenno di democrazia reale. Nella nostra regione non c’è crisi dei diritti umani più grave di quella del Venezuela, per la persecuzione dell’opposizione e dei prigionieri politici, arrestati, torturati o uccisi, e per i tassi di criminalità e omicidio, tra i più alti dell’America Latina.

La nuova élite bolivariana, al riparo dei suoi sproloqui populisti, imita e supera la vecchia élite tradizionale nell’uso del potere per arricchirsi. Il suo vero proclama è questo: “La vecchia élite bianca e creola ha già rubato abbastanza: adesso tocca a noi rubare!”. E mentre Maduro, sua moglie e i suoi parenti, così come gli amici e i discendenti di Chávez, fanno la bella vita e diventano miliardari saccheggiando le risorse dello stato, la maggior parte degli venezuelani sprofonda nella povertà, nella penuria e nella rabbia, o fugge in Colombia e in altri paesi con numeri così allarmanti da far temere una crisi umanitaria nei paesi alla frontiera, a cominciare dalla Colombia.

Da Chi ha mandato in rovina il Venezuela – Héctor Abad Faciolince – Internazionale

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Après moi les déçu

Poi c’è la questione first lady. Poco tempo fa Macron ha proposto di dare un incarico ufficiale a sua moglie Brigitte, creando in maniera formale il ruolo di “first lady” nell’ordinamento francese. Brigitte, nel suo piano, riceverebbe uno stipendio pubblico in quanto consulente del governo francese. Non è un’idea che sembra particolarmente adatta al momento storico

Pare che l’idea portante della politica di Macron, quello che Renzi l’ha inventato lui, sia quella di tagliare le tasse ai ricchi aumentandole ai meno abbienti.
Pare anche che a costoro stia consigliando brioches.

Poi dopo il cazzaro vengono i delusi da tutto. Ahinoi.

Da Macron ha già scocciato? – Il Post.

The Shadow Peace, Part 1 – The Nuclear Threat

Neil HALLORAN colpisce ancora1.

Sequel to The Fallen of World War II, The Shadow Peace is a web series that combines data-visualization and cinematic storytelling to explore the driving factors of war and peace.
Please consider supporting this audience-funded series on Patreon: https://www.patreon.com/neilhalloran

The first episode looks at the numbers behind nuclear war and peacekeeping efforts.
Composed largely of data-driven animation, the 15-minute film allows the viewer to pause at certain moments to interact with the content.

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  1. eDue –The Fallen of World War II

Thunderbolt 3 cables longer than 0.5m generally don’t support USB 3.1 speeds

Apple introduced USB-C to its user base with the retina 12-inch MacBook. At the time, it was a fancy USB port limited to USB 3.0 speeds of 5Gbit per second, and was officially called USB 3.1 Type-C Generation 1.

The same physical port was used in the 2016 MacBook Pro refresh, offering a faster, more capable Thunderbolt 3 port with the same USB-C physical connector. The Thunderbolt 3 protocol allows for 40Gbit per second —assuming the cabling for it is right.

But, right now, confusion reigns —and a simple choice that Apple made in the 2016 MacBook Pro is making it worse.

Da PSA: Thunderbolt 3 cables longer than 0.5m generally don’t support USB 3.1 speeds

iPhone 8 Leaks

Sinossi democratiche

Make Pontida Great Again

Secondo l’ultimo bilancio del partito, chiuso pochi giorni fa, la Lega Nord ha a disposizione liquidità per appena 165 mila euro, beni patrimoniali per 5 milioni e 671 mila euro, soprattutto sotto forma di immobili come le sedi di partito, mentre i debiti sono pari a 1 milione e 569 mila euro. A causa di questa situazione, la Lega ha licenziato cinque dipendenti, che sono passati così da 34 a 29, per i quali ha chiesto la cassa integrazione anche per il 2017 (lo erano già dal 2016).

Sono sotto processo per truffa ai danni dello Stato, per 49 milioni di euro.
E questi vorrebbero amministrare una nazione.

Da La Lega rischia di dover restituire 49 milioni di euro allo Stato – Il Post.