Pecunia non oleant (Beam me up, Spotty)

Ho creduto di vedere anche un link a Canale 5 da qualche parte nella Home della Rai…

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Schiacciato (dal rimorso)

Stamane vado in bagno per le abluzioni quotidiane.

Beh, che ti trovo in una delle pliche di fianco al naso?

Un foruncolo.

Beh, ve la faccio breve: l’ho rotto.

Potrebbe salire il prezzo del greggio per l’effetto dell’annuncio della cosa sui mercati.

Scusate…

Esticazzi 2 (Da grande…)

Non Posso Permettermelo...

M’iprendoingiro di meno

L’iniziativa M’illumino di meno è lodevole, anzi che no.

Ma per ogni lampadina che viene sostituita con una a basso consumo, a costi non proprio accessibili, c’è uno spreco che vanifica il lodevole tentativo.

Un esempio su tutti: le porte antincendio.

Come tutti sanno, le porte antincendio vengono tenute aperte da un magnete.
Il magnete è in realtà non un pezzo di magnetite, sostanza che ha naturali proprietà magnetiche, ma una bella elettrocalamita, ovvero una sostanza che, sotto corrente elettrica, sviluppa capacità magnetiche.

Tenere una porta antincendio (anche detta tagliafuoco o R.E.I.) aperta consuma corrente elettrica.
Tanta.

Tenete chiuse le porte antincendio e risparmiamo il combustibile necessario a tenerle aperte.

E poi, come tutti sanno, col tempo questi elettromagneti si rompono e per tenere aperte le porte in argomento le si dota di zeppe di legno, che le rendono inutili, perché in caso di incendio non le fanno chiudere (almeno non in tempo, perché prima si deve bruciare la zeppa…)

Se il concetto di porta antincendio fosse stato sin dall’inizio quello di porta perennemente chiusa, oggi uno che tentasse un escamotage elettrico per tenerla aperta sarebbe giustamente trattato da matto.

Ad esempio.

Indovina cos’è

Indovina cos'è

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Immagine del sottoscritto cancellata definitivamente anni fa da Blogger…

Contrappasso

Tutte queste reti televisive a disposizione e nemmeno un cazzo di programma.

San Lorenzo (PUP)

PUP = Programma Urbano Parcheggi.

Pup, in inglese, una lingua nient’affatto comune sulla Terra, significa merda. Familiare, amichevole, quasi vezzeggiativo, ma pur sempre merda.

A San Lorenzo i turisti non hanno dubbi e non ci ridono su: PUP è merda.

Noi romani (lasciamo stare da quante generazioni) camminiano, parcheggiamo e paghiamo per farlo in mezzo alla merda. E non potrebbe essere altrimenti, visto che sono anni e che sotto le mura del cimitero Verano abitano nugoli di “nomadi” (ripeto, sono anni che non schiodano da lì). Non ci sono cessi nei furgoni, quindi, ovviamente costoro fanno tutto quando debbono (e se esistono mangiano e se mangiano debbono) nei paraggi, ma abbastanza lontano da dove vivono, ovviamente.

Voi ci vivreste in mezzo alla vostra merda? No.
Loro nemmeno, chiaramente, e vorrei vedere…

Ci viviamo noi.

Fra un po’ tornerà la bella stagione e con essa la fermentazione.

Ma Roma è una città tollerante, saprà sopportare.

Non vorrei che il sindaco in carica s’accorgesse tutto d’un tratto che i cittadini sono esasperati da questa discarica a cielo aperto, e sfanculasse i malcapitati (che ormai hanno la corretta sensazione di essere nel posto giusto) con una mossa elettorale. Ne vorrei che costoro restassero lì, perché è chiaro che lì non possono stare, non hanno mai potuto stare.

Basterebbe una semplice costatazione: le persone senza fissa dimora, sono persone che devono essere accolte (temporaneamente) in posti attrezzati ad hoc. Nei parcheggi, ci devono stare (temporaneamente) le macchine.
Lasciata a sé questa situazione prima o poi contrapporrà qualche spostato con questa povera gente e qualcuno finirà col farsi male.

I giornali locali avranno qualcosa da stigmatizzare da una parte e dall’altra e qualche copia in più per qualche giorno, i politici contro diranno che l’avevano detto e quelli caruccetti li tacceranno di razzismo.

Ma Roma è una città tollerante, saprà sopportare.