Ate rubbato, ate distrutto

Non ho ancora sentito nemmeno una propostina ina di programma da nessuno, leggasi nessuno, dei partiti che si presenteranno a rappresentarci alle prossime elezioni, ammesso che si tengano.

Capisco che ormai la politica è ridotta alla stregua di un giuoco televisivo, che con la scusa dei premi incolla le persone davanti alla pubblicità.

Ma indovinare così senza appigli cosa potrebbero voler fare (a parte fingere di litigare su cose sempre finte che non m’appassionano), gli “onorevoli”, senza uno straccio di indizio è davvero oltre le capacità del telespettatore medio.

Un aiutino?!

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Estremamente stupendo

Estremamente stupendo

Dovendo spendere dei soldi in promozione, comincerei dal vocabolario della lingua italiana.

R 20101207 2116

Buongiorno, Direttore…

Mettiamo che qualcuno mi intervisti.
Se l’intervistatore anziché chiamarmi per nome e cognome, mi chiamasse per titolo, io per come sono fatto, lo considererei un pupazzo, ma non avrei molto da scandalizzarmi.

Ma il titolo è roba vecchia.
Adesso ci si chiama per incarico.

Ecco che non siamo più un popolo di “dottore” o “professore”, ma di “direttore” e “presidente”.

È una cazzata recente e contagiosa, estremamente virulenta.

Accade che due giornalisti che si darebbero del tu, come è ontologicamente dato tra colleghi, che per il gusto di stimolare la reciprocità, si parlano:

“Direttore, buongiorno”
“Buongiorno, Direttore”

Credo di sapere chi abbia iniziato questa cazzata colossale, ma costui non ha colpa.
La colpa è dell’italiano medio e mediocre, che pur di non essere riconosciuto come un coglione supremo, preferisce essere additato come una figurina qualunque.

MacBook Cto

Cosa ci fa un processore Intel™ in un Mac?!

Meno batteria e più calore, ma con quasi sei mesi d’anticipo rispetto alla roadmap annunciata: una (breve) ustione val bene un mercato come quello dei portatili.

Il Grillo natante

Beppe Grillo, un comico, s’incazza quando gli dicono che ha una Ferrari.

Ce l’aveva, ma l’ha venduta.

Beppe Grillo, un comico, s’incazza quando gli dicono che ha una barca.

Ce l’aveva, ma l’ha venduta.

Pensate a come s’incazzano quelli che non hanno mai avuto né una Ferrari e né una barca.

Non tanto per la Ferrari o per la barca in se, quanto per i soldi che ci sono voluti a comprarle, una delle due o entrambe.

Comico, no?!

Dirò che non me frega un cazzo del fatto che qualcuno ha la Ferrari e qualcuno la barca; mi inquieta che nel 2005 c’è gente che non arriva a fine mese, e gente (che spesso ha la Ferrari, e/o la barca e che fa ridere, comico o meno) che pensa che con 512,67 euro/mese si possa vivere.

Non appena qualcuno comincia a discutere di cose serie come queste (che sono il vero problema morale) chissà che la discussione m’appassioni?

R 20010315 1452

Fripp, Double Fripp, Bob and Drop

Robert FRIPP, è un personaggio noto quanto ad anticonformismo.

È un leader che vive nella penombra, chi lo ha visto(!) almeno una volta in concerto, si sarà accorto.

FRIPP è stato un precursore dell’autogestione dei diritti d’autore, ed ha fondato una casa discografica (DGM) del cui nome non è dato sapere le origini e men che mai il significato, potendo solo congetturare sul termine “Discipline” da molti considerato (ed io tra questi mi annovero) il suo capolavoro insieme ai King Crimson.

Fripp ha un diario (un BLOG ante litteram, se volete) da anni, con la particolarità di essere in rete; in questo suo blog talvolta esprime alcuni filosofemi, altre volte le sue ontologie, altre volte parla di Mac e del suo rapporto con la tecnologia.

Questo pacato (con la “c”) personaggio dall’esistenza defilata ma granitica, dai principi sani e saldi sta registrando i “plin plon” di Microsoft™ Windows™ Vista™, seguendo Brian ENO che ha composto il famoso tono di boostrap di Windows™ 95.

Per uno che si vede e non si vede, che c’è ma non si vede, l’esserci dietro Vista™ senza esser visto dev’essere stato un calembour irresistibile persino per lui.
Questo dicono i suoi ammiratori.

Per essere un anticonvenzionale alternativo defilato uomo di granitici principi, quando si tratta di fare marchette e mettersi i tasca i soldini, è fin troppo allineato e convenzionale.

Dei bei vecchi tempi il filmato mantiene solo una certa oscurità ambientale, ma nulla dell’infastidito Robert che sembra ricevere una coltellata ad ogni scatto fotografico dal vivo, come se con la foto qualcuno gli rubasse l’anima.

Ed invece anche lì e’ un problema di royalties.

Di M$ Vista™ cosa dire?

Che quanto a soundscape®, si preannuncia palloso, e inutilmente costoso qualunque sia il suo prezzo, visto che in esso sono comprese performance inutili come quelle del Robert cremisi.

Di Fripp cosa dire?

Che per uno che considera fondamentali e parti di se cose come l’arte e diritti inalienabili quelli sulla propria creatività, per essere uno che si racconta sotto talmente tanto da tenere un diario pubblico da ben prima che il termine blog fosse coniato, stranamente non fa menzione della cosa nel suo diario; forse perché il filmato e la notizia dovevano andare in esclusiva su MSDN.com.

In tutta questa storia, la proverbiale personalità di Robert FRIPP non s’è proprio Vista™.

* * *

R 20110702 1423

Infantili e non protettivi

Regalarsi il fuoristrada quando nasce il pupo è un fatto liberatorio.
Del resto prima che i figli divengano delle soddisfazioni sono delle gran rotture di coglioni, notti insonni, cacche, ruttini ed altro.

Certo, c’è il piacere di crescerli.
Ma se non siete cresciuti voi per primi, avere la presunzione di crescere qualcuno…

Come che sia, nasce il pupo arriva il SUV perché faccia da guscio protettivo al pargolo, anche a costo di terminare tutto ciò che li circonda.

Beh, è una cazzata: è scientificamente provato che non siano più sicuri degli altri veicoli (per gli occupanti e soprattutto) per i bambini.

Alle mamme che vanno al mercato rionale in SUV raccomandiamo di spendere meno per la macchina e prendere una colf che vada a far loro la spesa.
Ai papà che pensano che il loro pisellino, sebbene abbia messo al mondo un bambino, resti comunque troppo piccolo, raccomandiamo di spendere i soldi per un buon andrologo, e quel che avanza in ginseng.