Fornesciòn

Lo diceva Ninetto DAVOLI mentre pedalava in dissolvenza una di quelle bici da panettiere (ormai visibili solo in periferia) in una pubblicità degli anni ’70.

Per me bambino era una specie di tarlo che mi girava per la testa, ma che per quanto mi sforzassi continuava a non voler dire un cazzo. Solo col tempo capii che non voleva effettivamente dire un cazzo, ma era solo un modo per vendere un prodotto che poteva solo giocare sul valore comico di chi lo rappresentava.

Esattamente quello che dovrebbe accadere ad un bambino d’oggi nel sentire “devolution“.

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Nuntaareg (Nullius amicus magis faber quam liber)

Le librerie sono sempre state oggetti di design, dalla notte dei tempi.
Contemporaneamente i libri sono sempre stati la fonte del sapere, dalla notte dei tempi.

Siccome la gente legge sempre meno, i libri sono sempre più costosi, ma le librerie sono sempre state oggetto di design, i designer hanno pensato di poter continuare ad esercitare sulle librerie, pensandole tuttavia non già per i libri, ma per tutti i ciaffi inconsistenti a doppia vocale:

Cazziväar
Machedeer
Äanveed
VäasDäaNöot
Facagäar
Teloostöop
Vibräathor

fatti in Cina od in Vietnam (i cinesi stanno subappaltando in Vietnam).

Ne segue che se sei un lettore di libri (antico!), e compri una libreria del terzo millennio, ti ritrovi con un oggetto di design che obbedisce alla seguente legge fisica:

(1.1) – Le librerie, se ci metti i libri, si rompono.

da cui discende il seguente corollario:

(1.1.1) – Il falegname, se gli parli di libreria su misura in legno, non pensa al preventivo, ma al montepremi.

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Fortu’

Immagine 1

C’è una cosa che i conducenti di Smart non sopportano proprio: qualcuno che guida come loro.

Genova, Napoli, Milano

Il Salone del pesce sostenibile.

Lo fanno a Genova.

Se l’avessero fatto a Napoli, sarebbe l’edizione partenopea del MiSex.

Non per altro (196/2003)

Leggo stamane alla biglietteria della stazione un bel cartellone luminoso:

Per ragioni di privacy gli utenti sono pregati di aspettare il proprio turno

Non è dunque per il motivo, sul quale hanno evidentemente mentito i miei a suo tempo, che attendere il proprio turno è per questioni di senso civico e convivenza civile; non per il fatto che tutti assieme davanti allo sportello (pragmaticamente e senso civico a parte, dunque) il bigliettaio non saprebbe a chi cazzo dare retta.

No, è per la privacy.

Dunque al controllore che mi domandasse dove vado e se ho il biglietto potrei anche dire “si faccia i cazzi suoi” o “Il cliente si avvale della facoltà di non rispondere”?!

Affari suoi (franco concessionario)

Vado in una concessionaria per discutere un acquisto e far valutare la mia macchina attuale.

Valutiamo la permuta.
OK.

Parliamo del nuovo.

Che modello vuole? Ah.
Uhm, accessori? Ah!

Se la vuole così dobbiamo ordinarla.

Ci vorranno sessanta giorni pieni per averla, è un problema?

Dico: No, perché?!

Dice: Perché è un problema per noi, veda… Io la valutazione gliela faccio oggi, ma lei giustamente la macchina me la da fra sessanta giorni, ed io allora ritirerò una macchina che, avendo un anno solare in più varrà sul mercato 4/500 euro in meno.
E poi, vede, lei il saldo me lo da, giustamente, fra sessanta giorni… mi spiego?

No, non ti spieghi, a me che me ne frega?!

Zucche vuote

Il giorno 31 ottobre si festeggia, come di consueto, la ricorrenza di Halloween.
Si tratta di una delle feste più attese dai cinesi.

Infatti per festeggiare Halloween non basta essere felici e mangiarci su, brindare con gli amici convenuti o scambiarsi i biglietti di auguri per posta, poiché nessuno di noi saprebbe cosa cazzo scriverci sui biglietti visto che, giustamente, ignoriamo persino cosa sia Halloween.

Né avremmo qualcosa cui brindare, visto che mancano frasi di circostanza per questa ricorrenza, frasi di cui è ben nutrita ogni altra ricorrenza fasulla di cui sia almeno un po’ (anche poco poco) permeata la nostra cultura in dismissione.

Quanto al mangiare tutti assieme, il dubbio: si può mangiare ad Halloween?
E chi cazzo lo sa?!
Non sarà che bisogna solo vomitare tutti assieme alla mezzanotte?
Oppure infettarsi con bacilli che provocano la cacarella e raggiungere all’unisono il colorito bianco standard (RAL 1070) di Halloween?

Eh, chissà…

Siccome per l’appunto ignoriamo tutto questo, ma è una festa e non festeggiare è da sfigati, a qualche certezza dobbiamo aggrapparci.
Non avendo tradizioni e costumi in merito, compriamo.

Ecco i ciaffi da Halloween, le maschere da morto, le candele da zucca, le zucche da candela, le mani da strega, i capelli da mummia ed altri accessori da stronzo vero come il vomito finto, la merda di plastica col fischietto (un grande ritorno!), gli insetti finti da attaccare addosso, i cappelli da fattucchiera e da mago (e chi l’ha mai vista una fattuchiera in vita sua? chi me lo dice che il cappello lo porta così? Macchettefrega è Halloween!).

E per le atmosfere cupe le candele all’essenza cimiteriale, i rossetti neri, le finte occhiaie (andassero a lavorare in fonderia, vedi che occhiaie permanenti), le lampadine a luce viola e le befane riciclate con l’altoparlante che le fa sghignazzare, il giochetto dello scheletro a molla che prende la monetina che gli poggi sulla cassa-salvadanaio.

Tutta roba di produzione cinese, appunto.

Auguli.

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Immagine da http://www.supereggplant.com/archives/halloween%20candy.JPG

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